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7 giugno 2012

Cancro: ginseng ne cura l’affaticamento

Il cancro è, purtroppo, una patologia molto frequente i cui effetti sono persistenti anche in caso di guarigione. Vincere la propria battaglia contro il tumore è possibile, ma una malattia di tale portata è in grado di segnare indelebilmente l’organismo e la vita intera di una persona.

La ricerca contro i carcinomi prosegue e i risultati degli studi fanno ben sperare per il futuro, ma nel frattempo gli scienziati si sono dedicati anche ad altre problematiche che affliggono i pazienti e che riguardano appunto i sintomi derivanti da questa malattia.

In particolare, il Cancer Centre della Mayo Clinic di Rochester (Usa) ha condotto uno studio interessante, riguardante i principi attivi del ginseng, i quali sarebbero in grado di curare i sintomi di affaticamento e stanchezza causati dal cancro.

Già note ai ricercatori statunitensi, le proprietà del ginseng, dette ginsenoidi, sono in grado di ridurre il livello di citochine nel sistema immunitario, prodotte in seguito ad un’infiammazione, e in più regolano il livello di cortisolo presente nell’organismo.

L’energizzante naturale, tipico della medicina tradizionale cinese, è stato quindi oggetto di studio da parte degli scienziati americani, i quali hanno ottenuto risultati incoraggianti: secondo la ricerca, infatti, assumere quotidianamente per due mesi una capsula contenente due grammi di polvere di ginseng riduce di circa il 20% il sintomo di affaticamento causato dalle terapie antitumorali, dovuto proprio agli sbalzi del livello di citochine e cortisolo nell’organismo.

Secondo Debra Barton, che dopo aver partecipato alla ricerca ha presentato lo studio durante il congresso dell’America Society of Clinical Oncology Annual, l’assunzione di ginseng in dosi elevate non provoca alcun effetto collaterale nel paziente.

Tuttavia la ricercatrice ha messo in guardia le donne affette da tumore al seno, dichiarando che spesso il ginseng in commercio viene trattato mediante l’utilizzo di etanolo, una sostanza in grado di modificare le proprietà della radice, rendendole simili a quelle degli ormoni femminili.

A questo proposito è opportuno evidenziare come in Italia sia presente  la SGM s.r.l. concessionaria esclusiva per la commercializzazione in Italia di EUQUINAX, al momento unico prodotto “adattogeno” a base esclusivamente di Panax Quinquefolius.

EUQUINAX -come spiega in un comunicato l’azienda-, ha caratteristiche di standardizzazione ed ottimizzazione del processo estrattivo e produttivo a garanzia di un preparato finale con qualità fitofarmacologiche ben documentate e riproducibili. Il contenuto di ginsenosidi di EUQUINAX è perfettamente sovrapponibile agli standard richiesti dagli studi pubblicati”.

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