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5 giugno 2012

Forse è giunta l’era della meritocrazia?

Comincia a prendere forma la nuova riforma dell’istruzione che porterà importanti novità sia nel mondo della scuola superiore sia nell’università. La parola d’ordine sembra essere meritocrazia. Tale aspetto riguarderà non soltanto gli studenti ma , soprattutto, i docenti.

DOCENTI UNIVERSITARI: Proprio loro, come detto, saranno al centro della nuova riforma. L’aspetto più interessante è quello che riguarda una delle piaghe più gravi di questi ultimi anni: l’assenteismo. I docenti a tempo pieno dovranno assicurare 100 ore di didattica frontale ogni anno accademico. I profesori a contratto, invece, dovranno assicurare 80 ore. Sarà previsto, inoltre, un premio in favore dei migliori ricercatori e dei migliori professori.

STUDENTI: Se davvero dovesse andare in porto la proposta che nei prossimi giorni sarà presentata dal ministro dell’ istruzione in Consiglio dei Ministri, gli studenti più meritevoli, possono davvero sorridere. Molte le proposte fatte da Francesco Profumo in materia. In primis le università saranno chiamate a nominare ogni anno il miglior studente dell’ateneo; a quest’ultimo saranno garantiti importanti sgravi e agevolazioni sulle tasse universitarie. Gli studenti più meritevoli e che otterranno, all’interno degli anni universitari di una media tra il 28 ed il 30, potranno chiedere con un anno di anticipo, rispetto ai normali iter burocratici, la tesi di laurea.

POST-LAUREA : Ed eccoci al tema più caro agli studenti: quale futuro può assicurare questo Paese ai neolaureati? Gli Atenei forniranno un elenco del 5 per cento dei laureati più bravi. Questi saranno pubblicati sul sito del Ministero dell’Istruzuione. Questo dovrebbe offrire una maggiore visibilità ai giovani e magari una certa velocità degli stessi all’interno del mondo lavorativo. Le stesse aziende saranno favorite nell’acquisizione dei miglio laureati. Ciò avverrà tramite la previsione di importanti sgravi fiscali.

RAFFORZAMENTO DEGLI ATENEI: Ed ecco, infine, un altro importante aspetto: le università italiane devono essere migliorate. Ciò sarà possibile anche grazie ad una serie di fondi che verrano elargiti al fine di poter internazionalizzare gli atenei. Questo, si spera, condurrà in Italia importanti professori da tutto il mondo. Rimarrà il numero chiuso a Medicina e ad Architettura. Infine, sarà riservata più attenzione ad accademie e conservatori.

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