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10 giugno 2012

Identità clonate

Essere o non essere, distinguersi o confondersi: è questo il bivio che si sta creando nelle nuove generazioni. L’avanzare della modernità con il suo esercito di tecnologia ci ha reso schiavi, anziché liberi.

Nelle scuole e anche fuori, la maggior parte degli studenti sembra omologata allo stesso stile di vita, alle stesse abitudini, frequenta gli stessi luoghi, parla e pensa allo stesso modo.

È la fine del pensiero libero e divergente. I ragazzi rinunciano alla propria individualità, ad essere unici e inimitabili, preferendo il conformismo.

Siamo disposti a sacrificare noi stessi pur di assomigliare sempre più agli altri fino al punto di perderci e non sapere più chi siamo e cosa vogliamo realmente.

Il bisogno di essere accettati e di entrare a far parte di un gruppo spinge i ragazzi a seguirne le regole, le tendenze, i comportamenti anche qualora non fossero pienamente condivisibili.

Tutti siamo prigionieri della maschera che portiamo e quando ne diventiamo succubi non riusciamo più a toglierla ed è allora che perdiamo per sempre la nostra identità.

Riuscire a vedere il mondo con occhi diversi è un dono. Essere differente è un privilegio perché significa essere speciale.

A volte vorremmo essere semplicemente noi stessi, ritrovarci, riscoprirci nell’intimo;   eppure spesso apparteniamo più agli altri che a noi.

Viviamo forse una vita che non ci appartiene, lontana da quelli che sono stati i valori e gli insegnamenti ricevuti da bambini. Crescendo, infatti, siamo più suscettibili al giudizio della gente e le diamo più importanza di quanto, in effetti, meriterebbe.

Le giovani generazioni si muovono a passo unisono, come un esercito ben addestrato, tanti cloni di un essere che è il risultato del consumismo di massa.

Ci sono pochi individui che vanno contro corrente, pochi cori che alzano la loro voce contro il sistema.

È facile indossare i paraocchi e percorrere una strada già battuta. Le salite non sono mai piaciute a nessuno. E così, c’è chi si accontenta di vivere una vita normale, tranquilla, apparentemente perfetta e chi invece rompe gli schemi e non dà mai nulla per scontato.

C’è, quindi, chi indossa una maschera e recita da comparsa e chi, invece, decide di essere il protagonista della propria vita senza compromessi in nome degli ideali per cui non smette di lottare.

Osho ha detto: “Non sei qui per vivere la vita di qualcun altro; puoi solo vivere un’unica vita, la tua! Tu puoi essere solo te stesso e non esiste qualcun altro che possa essere te!”

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