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15 giugno 2012

Il colore degli occhi rivela la predisposizione a contrarre alcune malattie

Chissà se il re del pop ne era a conoscenza? Soprattutto, chissà se Micael Jackson ne era davvero affetto. Le ipotesi sulla ragione del suo “colore” si sprecano. Il soggetto di cui parliamo è la vitiligine e la sua relazione con il colore degli occhi.

In base a uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’University of Colorado School of Medicine (USA) e pubblicato su Nature Genetics si può affermare che chi ha gli occhi azzurri è meno incline a sviluppare la vitiligine, mentre chi li ha marroni corre un rischio inferiore di andare incontro al melanoma, il più aggressivo tumore della pelle.

La vitiligine è una malattia della pelle, non contagiosa, la sua origine è ancora sconosciuta sebbene sia quasi sicuramente di tipo autoimmune, e si presenta sulla cute, sui peli o sulle mucose sottoforma di chiazze non pigmentate, ovvero zone in cui manca completamente la melanina. E’una malattia che predispone il soggetto alla contrazione di altre patologie autoimmuni come il lupus e l’artrite reumatoide.

Il melanoma è un tumore maligno della pelle che origina dalla melanocita, cellula della cute che è preposta alla sintesi della melanina.

Lo studio dei ricercatori ha preso in esame circa 3.800 pazienti affetti da vitiligine, di questi, circa il 43% ha gli occhi marroni, il 30% nocciola/verdi, e il 27% ha occhi azzurri, in questo modo è stato possibile riscontrare come la percentuale di malati con gli occhi colore del mare fosse minore e quindi intravvedere una correlazione tra le due cose.

Ma la ricerca non era rivolta solo a portare alla luce ciò che può sembrare più una curiosità che una scoperta scientifica vera e propria. Il ricercatore Richard Spritz ha infatti scoperto che i soggetti predisposti a una patologia non lo sono all’altra.

In particolare la patologia della vitiligine, che attacca i melanociti, esclude l’insorgenza del melanoma.

Un’ottima scoperta per i medici che sapranno, in questo modo, come consigliare i pazienti che ritengono più predisposti sulle tecniche di prevenzione delle malattie collegate a questi disturbi come alcuni tipi di diabete e artrite.

 

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