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15 giugno 2012

Inchiesta a Parigi: conflitto di Gaza evocato a un esame di medicina

È polemica aperta all’Università Paris VII-Denis Diderot per un quesito d’esame giudicato antisemita. La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore, scatenando l’indignazione di molti, tanto che il preside dell’Università, Vincent Berger, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta amministrativa per chiarire la questione.

L’esame incriminato è stato proposto agli studenti della facoltà di medicina da Christophe Oberlin – nella foto -, chirurgo e docente di anatomia, il quale ha proposto ai suoi studenti, il 12 giugno 2012, una domanda di medicina umanitaria sviluppata intorno alla morte di 22 membri di una famiglia palestinese in un “bombardamento convenzionale”, durante il conflitto di Gaza nel 2008-2009.

Nella domanda di esame veniva chiesto di classificare il tipo di crimine perpetrato, se si trattava di un crimine di guerra, di un crimine contro l’umanità o di un genocidio. Le polemiche non sono tardate ad arrivare: il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia (CRIF), in un comunicato diffuso giovedì, si è definito “indignato” per l’accaduto e ha considerato “scandalosa” la vicenda.

Il docente non è estraneo alle questioni che riguardano gli scontri nella striscia di Gaza, è stato infatti direttamente impegnato nel conflitto come chirurgo e volontario. Oberlin ha inoltre riportato le sue dirette testimonianze in un libro-intervista, intitolato Cronache di Gaza 2001-2011, in cui, senza nessuna retorica, si schiera di fianco alle famiglie palestinesi raccontando le esperienze di un popolo che vive l’assedio da parte di Israele, con la complicità della comunità internazionale.

Secondo la CRIF, il quesito proposto dal professor Oberlin spinge gli studenti all’antisemitismo: «Questo quesito è un vero incitamento all’odio verso Israele», spiega Richard Pasquier, presidente del CRIF, «e non ha alcun legame né con la formazione medica, né con l’università», come riportato dal giornale LeMonde.

Anche l’Unione degli studenti ebrei in Francia (UEJF) si è indignata per l’accaduto, specificando che il comportamento del professor Oberlin sarebbe un abuso di potere in quanto costringe gli studenti a prendere posizione nella questione arabo-israeliana, impedendo loro di poter esprimere un qualunque tipo di disaccordo ideologico.

Vincent Berger, insieme al preside della facoltà di Medicina, Benoit Schlemmer, hanno subito espresso il loro disappunto in un comunicato ufficiale – scaricabile dal sito del CRIF – , sostenendo che il quesito posto dal docente viola lo spirito di neutralità e laicità dell’istruzione superiore.

 

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