• Google+
  • Commenta
2 giugno 2012

La Luna…Russa e l’America Dorme

Nel corso della Conferenza mondiale Space Exploration, Vladimir Popovkin, direttore della Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha espresso grande ottimismo, dichiarando: “ Non vogliamo semplicemente replicare i risultati di quaranta anni fa. Stiamo parlando di stabilire basi permanenti sulla superficie lunare”.

La quarta sessione plenaria del meeting svoltosi a Washington dal 22 al 24 maggio2012, ha riunito le personalità più ambite e i principali manager del settore aerospaziale del mondo. L’obiettivo nevralgico del simposio, ovvero il raggiungimento di un accordo unanime sull’importanza dell’esplorazione della Luna, di Marte e dello Spazio, è stato agguantato.

D’ora in avanti, assisteremo ad un incremento della cooperazione internazionale attraverso cospicui programmi spaziali nazionali e privati. Tuttavia, la stessa comunità scientifica internazionale ha speso parole di conforto e coesione, circa la possibilità di unirsi per suggellare la più affascinante delle ambizioni umane: viaggiare nello spazio alla scoperta delle sue origini.

Per la prima volta, infatti, alla Global Space Exploration Conference erano presenti le principali agenzie spaziali dei 5 continenti, eccezion fatta perla Nasa, la cui assenza però era dovuta agli impegni correlati alla missione SpaceX. Inspiegabile, invece, l’assenza dei rappresentanti dell’Agenzia spaziale cinese. La Russia, protagonista indiscussa della Conferenza, ha comunicato con veemente emozione, le sue recondite ambizioni. La RIA, l’Agenzia Russa, ha dichiarato che entro il 2030 sarà lanciata la prima missione umana sulla Luna! Staremo a vedere.

Qualche mese fa, gli scienziati Paul Davies e Robert Wagner dell’Università dell’Arizona, erano finiti sulle prime pagine dei principali quotidiani mondiali per alcune avveniristiche dichiarazioni: “Sebbene ci sia solo una minuscola probabilità che tecnologia aliena abbia lasciato tracce sulla Luna sotto forma di artefatti o modifiche alla struttura superficiale, questa location ha il pregio di essere vicina e di preservare eventuali tracce per una durata immensa”.

Lo studio portato a termine dai due ricercatori, però, lasciò perplesse le istituzioni statunitensi, alle prese con i grovigli della crisi economica, ma illuminò i russi, i quali oggi a distanza di pochi mesi, sulle ali dell’entusiasmo, hanno iniziato ad immaginare il dolce ritorno sul suolo lunare.

Alla faccia dei poveri americani! In fin dei conti la Luna…Russa se l’America dorme.

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata