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5 giugno 2012

La marijuana diventa legale in Toscana

Anche in Italia la cannabis è legale ela Toscanaè stata la prima, per ora l’unica, regione italiana ad accettare l’utilizzo della marijuana a scopi terapeutici.

Il fatto ha avuto ed avrà come sempre nel mondo delle legalizzazioni l’opinione pubblica spaccata in due come anche i pareri contrastanti delle istituzioni ma pare che i propositi siano molto positivi.

Si tratta di un testo di legge, approvato circa un mese fa, dalla Commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, che consentirà il normale acquisto e utilizzo della marijuana come terapia per il dolore.

Ovviamente le diverse patologie che potranno essere curate con questo metodo innovativo saranno scrupolosamente vagliate dai medici i quali saranno essi stessi a prescrivere i medicinali.

È un decreto legislativo che nulla ha a che fare con la legalizzazione della droga come in alcuni paesi europei. La cannabis possiede delle reali caratteristiche non palliative ma addirittura curative come nel caso di problemi muscolari, i farmaci cannabinoidi possono ridurre anche del 50% l’uso della morfina.

Possono contrastare il dolore e gli spasmi muscolari nella sclerosi multipla, la nausea durante la chemioterapia e il deperimento fisico nella sindrome da Hiv, ma anche le convulsioni epilettiche, l’artrite reumatoide e il glioblastoma. I farmaci a base di marijuana eviterebbero inoltre i comuni effetti collaterali causati da quelli più pesanti e dannosi come gli oppiacei e i barbiturici.

Si va in un certo senso a intaccare e bloccare l’autoproduzione o il mercato nero a cui qualcuno ricorre per risparmiare o anche semplicemente perché non se lo può permettere, visto che ammonta ad un centinaio il numero di pazienti italiani che ricorrono all’uso della cannabis come terapia.

Si raggiunge in questo senso un perfetto equilibrio, salvaguardando la sicurezza personale e abolendo tutti quei problemi legati al mercato clandestino della cannabis ad uso farmaceutico e permettendo all’Italia di essere in linea con gli altri paesi.

« Crediamo che a questo punto ci siano pochi punti cardine nella terapia del dolore intrattabile. Primo, dobbiamo cercare di fare una valutazione il più accurata possibile dei sintomi che tormentano il paziente. Questo non ha il significato di fare una diagnosi e dare un trattamento specifico, perché questo è già stato fatto, ma ha lo scopo di trattare il dolore e tutti gli altri fenomeni, che possono accrescere il generale stato di sofferenza, come fossero una vera e propria malattia  »

                                                                                                                                                                                                           (Cicely Saunders, Vegliate con me)

                                                                                                                               

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