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30 giugno 2012

La Sapienza scopre acqua su Titano

Luciano Iess del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di Sapienza Università di Roma ha firmato una ricerca che ha visto collaborare insieme NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Italiana alla scoperta dei misteri che si celano sotto le metaniche piogge battenti e le glaciali atmosfere rossastre di Titano in cerca del componente più prezioso dell’universo intero: l’acqua.

Attraverso i dati forniti dalla sonda Cassini i ricercatori sono potuti giungere a conclusioni geologiche illuminanti; partendo dall’interazione orbitale che il satellite mantiene con il gigantesco Saturno si è notata una fondamentale discrepanza fra le precedenti teorie e la pratica: come è noto i moti gravitazionali tra satelliti e pianeti di massa superiore causano schiacciamenti e modificazioni sulla struttura dei corpi celesti; sulla Terra la Luna e il Sole con il loro lungo valzer causano le maree, su Titano, se questi avesse una struttura internamente rigida, il moto gravitazionale intorno a Saturno dovrebbe causare rigonfiamenti o “maree solide” non più alte di un metro, mentre in realtà le deformazioni evidenziate da Cassini raggiungono più di dieci metri.

Il satellite di Saturno infatti ruotando intorno ai ciclopici anelli si deforma fino a raggiungere schiacciamenti da pallone da rugby quando si trova vicino e ritorno a forma sferica nel periodo di lontananza; queste immense modificazioni possono avere luogo solo se il corpo celeste in questione racchiude un oceano al suo interno. “La scoperta di maree di così grande ampiezza su Titano conduce all’inevitabile conclusione che ci debba essere un oceano nascosto in profondità”, questo ciò che ritiene Iess. “La ricerca dell’acqua è un obiettivo importante nell’esplorazione del Sistema Solare. Ora possiamo dire di avere localizzato un luogo dove se ne trova in abbondanza”. Decisamente abbondanti sembrano infatti le dimensioni probabili di questo oceano con una profondità fino a 250 chilometri sovrastata da uno strato di ghiaccio spesso più di 50.Inoltre l’atmosfera ricchissima di metano della luna era difficilmente spiegabile con la sola presenza di laghi di questo elemento sulla sua superficie; solo un oceano profondo può fungere da riserva di metano e liberarlo verso l’alto attraverso la crosta ghiacciata.

Nonostante questa immensa quantità d’acqua rimane pochissima la speranza di incontrare titaniani o forme di vita elementari in quanto esse paiono svilupparsi più facilmente in condizioni in cui l’acqua sia a contatto con la roccia e pochi sono ancora i dati che possono far sperare una simile interazione su Titano dove più probabilmente è il ghiaccio a sostenere la massa oceanica.

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