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8 giugno 2012

La Svezia salva il made in Italy

In un periodo in cui le aziende italiane faticano a tenere il passo con quelle delle altre nazioni europee ed extra europee fa sicuramente piacere la notizia che il colosso svedese Ikea abbia deciso di investire nel nostro Paese un miliardo di euro in acquisti attraverso 24 fornitori nel nord Italia togliendo questa quota di mercato alle aziende cinesi.

Stando a quanto apparso su Tgcom24 sembra che il mondo proceda al contrario ma gli svedesi non fanno mai nulla per caso: a convincere l’Ikea a trasferire parte della produzione dal Paese asiatico a quello italiano non c’è solo l’efficienza e la grande qualità con cui i fornitori italiani producano mobili in legno riciclato, ad incidere sulla scelta anche il fatto che in Cina finalmente cominci ad aumentare il costo del lavoro tanto da essere costretti a delocalizzare alcune loro aziende nei territori confinanti, facendo diventare il rapporto qualità prezzo italiano più conveniente di quello cinese.
L’Italia esporta così più mobili componibili di quanti ne compri tanto che una cucina su tre venduta nel mondo è prodotta nel Belpaese e la ricaduta occupazionale prodotta in Italia dall’azienda scandinava tocca le 11 mila unità.

Ikea seguendo poi la linea di altre aziende europee assume studenti universitari presso il punto vendita di Collegno in provincia di Torino. I giovani studenti lavoreranno durante per tutto il periodo estivo e dovranno essere disponibili il sabato e la domenica oppure la domenica e il lunedì oppure solo la domenica. Tra i requisiti minimi richiesti c’è l’iscrizione all’Università, lavorare esclusivamente nei giorni richiesti e nei mesi richiesti, conoscenza dell’inglese e dell’uso del computer.
Per le candidature per la sede piemontese e non solo ( controllare sempre se si è interessati le posizioni lavorative aperte di altre sedi Ikea) bisogna andare nell’apposita sezione del sito web del colosso svedese.

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