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9 giugno 2012

L’Università di Macerata ospita il neonato Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca”

È stato inaugurato (venerdì 8 giugno 2012) il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” ospitato dall’Università degli Studi di Macerata presso la sede del Centro di Documentazione e Ricerca sulla Storia del Libro Scolastico e della Letteratura per l’Infanzia diretto da Roberto Sani.

Tutto è iniziato lo scorso ottobre, quando in occasione ed a cura del Festival della Letteratura di Mantova è stata lanciata una campagna straordinaria di raccolta di Quaderni di Scuola per “leggere” l’Italia ed i suoi 150 anni immergendosi nei ricordi, nella consapevolezza che “grazie agli scritti dei bambini che fummo, ordinati cronologicamente seguendo argomenti chiave, si potrà così capire come sono cambiati dal 1861 ad oggi alcuni concetti, come quelli di nazione, famiglia, lavoro, immaginario e religione, permettendoci di comprendere i mutamenti principali che hanno segnato il nostro Paese”.

Si è trattato di un approfondito lavoro di ricerca effettuato in fondi documentaristici, ma la raccolta di reali componimenti scolastici è stata aperta al pubblico per creare una memoria collettiva a partire da eredità familiari, affettive, insuperabili patrimoni storici: “molto spesso i quaderni vengono abbandonati in soffitta o immediatamente mandati al macero: in questo modo potranno invece restare vivi e diventare una preziosa fonte di ricerca storica” consentendo così agli studiosi di lavorare su questi materiali.

Sin dall’inizio l’iniziativa è stata concepita col proposito di depositare i quaderni raccolti presso il Museo della scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata, all’interno di un fondo dedicato alla memoria del giovane docente Davide Montino, appassionato studioso delle scritture infantili scolastiche e recentemente scomparso. Studioso della storia della scuola e dell’educazione, delle pratiche di lettura e di scritture infantili, egli fu definito rivoluzionario conservatore e per onorare la sua memoria è stato istituito un Premio di laurea in Storia delle istituzioni educative, nonché pubblicato un volume dedicato alla sua figura.

Alla conferenza in preparazione dell’inaugurazione ufficiale hanno partecipato il professor Roberto Sani (direttore del «Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia» dell’Università degli Studi di Macerata) che ha aperto i lavori, è seguito il saluto all’evento da parte del professor Luigi Lacchè (Rettore dell’Università di Macerata), del sindaco Romano Carancini, del dottor Franco Gazzani (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, CARIMA) e dai professori Giuseppe Trebisacce (Presidente del Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa, CIRSE) e Massimo Montella (Direttore del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Macerata – Sede di Fermo).

La professoressa Anna Ascenzi, ordinaria di Teoria e storia della letteratura per l’infanzia, ha presentato il progetto del Museo della Scuola di Macerata, luogo della memoria collettiva al servizio delle nuove generazioni e strumento per la formazione degli insegnanti. Il Museo, infatti, si propone di promuovere la ricerca, la conservazione e l’utilizzo a scopi scientifici dei documenti inediti e a stampa relativi alla storia dell’editoria scolastica e dei libri di testo e alla storia dell’editoria e della letteratura per l’infanzia in Italia e nel resto d’Europa.

È intervenuto anche il professor Juri Meda, docente di storia della pedagogia e delle istituzioni educative, che ha illustrato le collezioni del Museo. Collezionare è archiviare, significa tramandare e curare le cose che potranno raccontare la Storia. A spiegare il valore della Storia è stato lo stesso Juri Meda durante il Festival della Letteratura di Mantova del 2010, in un incontro con Donald Sassoon: “a che cosa serve la Storia: molto spesso, purtroppo, in particolar modo negli ultimi anni sembra che la Storia serva veramente a poco, che sia qualcosa di polveroso come i documenti che studiamo e che giacciono negli archivi, in realtà la Storia non è questo, è qualcosa di più. La Storia è capacità di interpretare, di avere un senso critico, di mettere insieme il presente al passato”.

Paolo Ricca che, insieme alla compagna  Ornella, è mecenate di questo progetto e fa parte dell’Associaizone culturale “Il salotto verde” di Cosenza, ha, poi, spiegato che la passione del collezionista sta all’origine di un progetto culturale per la conservazione della memoria della scuola. Sul quotidiano Croncache Maceratesi on line si legge che “le raccolte e i fondi del museo derivano principalmente dalla donazione effettuata dai coniugi Paolo e Ornella Ricca, considerata la più significativa realizzata in Italia da parte di un privato”. Paolo Ricca ha commentato, “grazie al gruppo di storici dell’educazione e della scuola dell’Università di Macerata, i materiali scolastici da me e da mia moglie accumulati nel corso di tanti decenni di passione collezionistica sono divenuti non solamente oggetto di esposizione, ma anche, e soprattutto, sono diventati finalmente oggetto di studi accurati, di ricerche storiografiche apprezzate“.

Infine, le prolusioni sono state lasciate all’ospite d’onore, il professor Agustín Escolano Benito (Centro Internacional de la Cultura Escolar, Spagna). In una recente intervista, rilasciata alla rivista spagnola Escuela, il professor Escolano ha dichiarato che “La tradición es imprescindible para caminar en la búsqueda del sentido de lo que hacemos” (ossia: la tradizione è imprescindibile per muoversi alla ricerca del significato di ciò che abbiamo fatto e che siamo diventati) e ha proseguito citando il pensiero della filosofa Maria Zambrano: nessun progresso può essere fatto se si procede in avanti alla cieca, senza interrogare l’esperienza.

Dopo il taglio del nastro, la giornata è proseguita al Museo per celebrare l’apertura della Mostra “Libro e Moschetto, scolaro perfetto: ideologia e propaganda nella scuola elementare del periodo fascista (1922-1943)“. È da tenere ben presente che la fondazione di questo Museo non si è compiuta una volta per tutte, ma continuerà ad essere aperta alla partecipazione collettiva perché l’esposizione potrà essere ampliata con ulteriore materiale e offrire, attraverso la rete, una modalità di fruizione virtuale. Il museo, inoltre, procederà al censimento dei beni culturali della scuola e delle collezioni scientifiche e tecnologiche conservate negli istituti scolastici della provincia di Macerata, per poterne poi promuovere le procedure di tutela e salvaguardia.

Come non concludere ricordando le parole di Maria Montessori: “l’umanità che si rivela in tutto il suo splendore intellettuale durante la dolce e tenera età dell’infanzia dovrebbe essere rispettata con una sorta di venerazione religiosa. E’ come il sole che appare all’alba o un fiore appena sbocciato. L’educazione non può essere efficace se non aiuta il bambino ad aprire se stessi alla vita”. A questa umanità, questo Museo si inchina.

 

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