• Google+
  • Commenta
8 giugno 2012

Microsoft Imagine Cup 2012: il talento italiano vola a Sydney

LECCE 08/06/2012 «La tecnologia è lo strumento con cui possiamo migliorare la nostra esistenza e il mondo in cui viviamo». Questa è la chiave d’accesso che ha condotto quattro giovani studenti alla vittoria del titolo italiano del noto concorso della Microsoft “Imagine Cup”, il quale obiettivo, da circa dieci anni, è di premiare i migliori progetti hi-tech elaborati dagli studenti.

Antonio Vecchio ha 26 anni e studia Ingegneria Informatica all’Università del Salento così come Antimo Musone, 29 anni, presso la II Università di Napoli. Lo stesso corso di laurea è frequentato da Daniele Midi, 23 anni, studente all’Università di Roma3, facoltà che ha formato anche Matteo Valoriani, 25 anni, attualmente ingegnere informatico ed impegnato  al Politecnico di Milano. Ad accomunarli non c’è solo la passione per questo indirizzo di studi ma anche l’amore per la tecnologia, da loro stessi definita «il quinto elemento», che dopo aria, acqua, terra e fuoco rappresenta il nocciolo duro della vita. Ed è proprio «The fifth element» il nome del progetto con cui i quattro cervelloni rappresenteranno l’Italia il prossimo Luglio, a Sydney, durante le finali mondiali dell’ Imagine Cup di Microsoft.

Questo concorso, promosso e sponsorizzato dal colosso dell’informatica Microsoft Corporation è giunto ormai alla sua decima edizione; nato nel 2003, con partecipati provenienti da 25 Paesi differenti, il concorso ogni anno sta riscuotendo sempre più successo. Sono stati, infatti, oltre 1,4 milioni gli studenti che vi hanno preso parte, 358.000 dei quali hanno partecipato all’edizione del 2011, rappresentando ben 183 Paesi e regioni. Due le categorie in cui i talenti avranno modo di confrontarsi: “Software Design” e “Windows Phone Challenge”. Quest’anno, quindi, gli studenti hanno la possibilità, sfruttando le potenzialità del software, di confrontarsi nella creazione di programmi che siano in grado di migliorare la qualità della vita sempre nel rispetto del pianeta in cui viviamo. Tema dell’edizione 2012 è infatti “Imagine a world where technology helps solve the toughest problems” – “Immagina un mondo dove la tecnologia aiuti a risolvere i problemi più difficili”. Dunque, una vera e propria campagna di sensibilizzazione per supportare la creazione e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali che possano trasformarsi in iniziative di business.

Antonio, Antimo, Daniele e Matteo hanno conquistato l’accesso alla finale australiana classificandosi primi alle selezioni italiane, in testa al REVO Team di Napoli e al Code Zero Team dell’Università di Cagliari. I quattro ingegneri, basandosi sui temi che sono stati scelti per la competizione, cioè gli otto Millenium Goals delle Nazioni Unite, obiettivi che il Palazzo di Vetro si propone di raggiungere entro il 2015 per migliorare le condizioni  non solo geo-fisiche ma anche economiche e sociali della  Terra e dei suoi abitanti, hanno proposto un progetto capace di migliorare le condizioni di salute dell’infanzia e  di garantire a tutti la possibilità di ricevere un’istruzione adeguata.

«The fifth element» ha l’obiettivo di aiutare i bambini autistici, secondo le statistiche 28 milioni di persone complessivamente nel mondo, ad apprendere e a sviluppare le personali capacità intellettive attraverso il gioco e il movimento. Grazie ad un software che combina il riconoscimento vocale e quello del movimento, il programma consente di svolgere giochi musicali, quiz, giochi didattici per essere utilizzato sia nei centri di riabilitazione sia nella propria abitazione, qualora non si abbia la possibilità  per motivi economici o logistici, di recarsi regolarmente in strutture specializzate. I giochi sono stati formulati attraverso una consulenza di medici esperti dei disturbi di tipo autistico. I giovani ragazzi ritengono che la tecnologia non cura la malattia ma consente di aggirare gli ostacoli di essa attraverso il gioco, strumento adatto per l’allenamento della capacità di concentrazione, primo deficit che colpisce i bambini autistici.

Google+
© Riproduzione Riservata