Nuova proposta di Pietro Ichino per le tasse universitarie

Redazione Controcampus 13 Giugno 2012

Ancora una volta il Senatore Pietro Ichino, tra i più importanti giuslavoristi italiani, è tornato a parlare dell'Università italiana soffermandosi soprattutto sul tanto dibattuto argomento tasse.

In verità la discussione ha assunto più i tratti di una vera e propria proposta. La tesi di Ichino, presentata sotto forma di un’interrogazione parlamentare, si basa  su un aumento del finanziamento dell’università ottenuto mediante aumento delle tasse di iscrizione. Ma andiamo a vedere nei minimi particolari la proposta presentata nei giorni scorsi:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA n. 4-05237 ai ministri dell’Economia e dell’Istruzione presentata il 18 maggio 2011 dai Senatori Ichino, Ceccanti, D’Alia, Germontani, Leddi, Ignazio Marino, Morando, Poli Bortone, Nicola Rossi, Rusconi, Rutelli, Tonini, Treu, Valditara

Premesso che

–          il Paese da lungo tempo cresce troppo poco; –          il sistema universitario ha un ruolo centrale nella creazione del capitale umano di cui il Paese ha bisogno per ricominciare a crescere; –          la bassa crescita aggrava i vincoli sulle finanze pubbliche e al tempo stesso questi vincoli rendono difficile aumentare la spesa pubblica per stimolare la crescita; –          il sistema universitario Italiano è al collasso finanziario per gli effetti combinati delle politiche sovente sconsiderate di assunzione da parte degli atenei negli ultimi trent’anni e dei recenti tagli indiscriminati (ossia non legati al merito o all’efficienza) effettuati dal Governo: soprattutto tagli non finalizzati a ridurre la spesa per i salari e gli stipendi di chi poco o nulla contribuisce al buon funzionamento del sistema; –          sono ingenti le risorse che possono e devono essere liberate, per il finanziamento dei nostri atenei, con la soppressione di sprechi e rendite parassitarie che negli atenei stessi sono assai diffuse; ma questa operazione richiederà comunque del tempo, mentre gli atenei hanno necessità immediata di investimenti che migliorino la qualità dell’insegnamento; –          per altro verso, solo una spesa pubblica che possa essere caratterizzata come un investimento ad alto rendimento per la crescita futura del Paese è compatibile con i vincoli di finanza pubblica e anzi auspicabile per uscire dal circolo vizioso che quei vincoli implicano e che sta distruggendo l’Università Italiana;

considerato altresì che

–          in Inghilterra, il Rapporto Browne (Independent Review of Higher Education Funding and Student Finance, elaborato in meno di un anno tra il 9 Novembre 2009 e il 12 ottobre 2010) ha essenzialmente descritto un problema simile per quel Paese; –          il Rapporto Browne ha dato le seguenti raccomandazioni per risolvere il problema:    1)  consentire agli atenei di aumentare le tasse universitarie per tutti gli studenti;    2)  anticipare a carico dello Stato il costo sostenuto dagli studenti meno abbienti per frequentare l’università;    3)  consentire agli studenti beneficiati di ripagare il debito attraverso il loro prelievo fiscale futuro, ma solo se e quando raggiungeranno un reddito sufficientemente elevato (21mila sterline) e comunque nella proporzione del 9% del reddito percepito e con un interesse contenuto (2.2%); –          il Rapporto Browne ha giustificato queste raccomandazioni sulla base dei seguenti principi:    a)  questo tipo di finanziamento induce gli studenti a scegliere le università migliori, ossia quelle la cui qualità consentirà di ripagare il costo dell’investimento effettuato;    b)  quindi esso stimolerà una competizione tra gli atenei per migliorare la qualità della loro offerta formativa;    c)   al tempo stesso questa soluzione non carica le famiglie degli studenti, soprattutto quelle meno abbienti, e carica gli studenti ma solo in futuro e solo nel caso in cui l’investimento abbia effettivamente successo;    d)  secondo l’Institute for Fiscal Studies, dal 25 al 30% degli studenti meno abbienti finirà per pagare di meno per i propri studi universitari;    e)  questa soluzione genera forti incentivi a frequentare l’università soprattutto per gli studenti più abili ma indipendentemente dalle condizioni economiche delle loro famiglie;    f)   dal punto di vista dello Stato, l’onere si configura come un investimento in capitale umano per la crescita del Paese, che al tempo stesso genera tra gli studenti e le università gli incentivi corretti per il suo successo; quindi è relativamente a basso rischio e alto rendimento atteso;    g)  dal punto di vista delle università e dei cittadini questa soluzione è semplice, trasparente e comporta oneri burocratici e amministrativi molto contenuti; –          il Governo inglese dopo appena un mese, il 3 novembre 2010, ha accolto le raccomandazioni del Rapporto Browne, con tre sole modificazioni importanti:    i)   le tasse universitarie non potranno essere aumentate oltre le 9000 sterline;    ii)   le università che scelgono di innalzare le tasse universitarie fino ai livelli più alti devono dimostrare ex post, dati alla mano, che il numero di studenti meno abbienti e non provenienti da scuole private è aumentato;    iii)  il tasso di interesse è stato innalzato al 3% rispetto al 2.2% previsto dal rapporto; –          il Parlamento Inglese ha approvato la riforma in tempi rapidissimi, varandola in via definitiva il 9 Dicembre 2010 alla Camera dei Comuni e cinque giorni dopo alla Camera dei Lord, nonostante l’opposizione di una parte della maggioranza stessa e di una parte degli studenti; –          l’amministrazione statale ha dato immediata applicazione alla riforma attivando per prima cosa –in ossequio principio fondamentale per cui il presupposto essenziale per l’effettività delle nuove leggi è costituito dalla immediata e agevole conoscibilità del loro contenuto da parte di chi è chiamato ad applicarle o a fruirne (c.d. principio della “copertura conoscitiva” delle nuove leggi) – una campagna di informazione di straordinaria chiarezza, della quale costituisce soltanto un esempio parziale la seguente pagina web: http://www.direct.gov.uk/en/EducationAndLearning/UniversityAndHigherEducation/StudentFinance/DG_194804

si chiede di sapere

  • se, secondo l’interpretazione che ne dà il Governo, il Fondo per il Merito di cui all’art. 4 della Legge n. 240/2010, nuovamente disciplinato dal cosiddetto “Decreto Sviluppo” emanato ultimamente, consenta la sperimentazione anche in Italia di una soluzione simile a quella adottata oltre Manica;
  • in caso di risposta negativa al primo quesito, se il Governo non ritenga opportuno adottare al più presto misure che consentano di applicare anche in Italia un meccanismo di incremento del finanziamento analogo a quello che si sta adottando in Inghilterra, nella stessa misura o in una diversa e più contenuta misura che sia considerata più opportuna in relazione al contesto italiano;
  • qualora il Governo sia orientato ad adottare la soluzione inglese, se Esso non ritenga opportuno (al fine di stimolare gli atenei alla migliore selezione degli studenti) introdurre una disposizione che autorizzi lo Stato a rivalersi sugli atenei che facessero registrare una frazione troppo elevata di studenti inadempienti rispetto all’obbligo di restituzione del mutuo;
  • se comunque il Governo non ritenga opportuno consentire che la soluzione Inglese sia sperimentata in alcuni atenei italiani, i quali decidessero di rendersi disponibili per questo, in modo da poter stimare l’entità dell’investimento iniziale per il bilancio pubblico, le probabilità di non restituzione del prestito da parte degli studenti beneficiati e quindi il rendimento complessivo dell’investimento;
  • quale che sia la soluzione prescelta, se e come i dicasteri competenti ritengano di essere in grado di realizzarla in tempi altrettanto brevi quanto quelli che sono stati necessari al Governo inglese e di illustrarne i contenuti con la stessa chiarezza;
  • perché attualmente – in aperta violazione del principio della copertura conoscitiva delle nuove leggi di cui sopra – sul sito del dicastero competente non sia possibile trovare alcuna indicazione circa l’interpretazione e l’applicazione delle nuove disposizioni concernenti il Fondo per il Merito;
  • quali disposizioni il Governo intenda emanare al fine di rendere agevolmente conoscibile il contenuto della riforma universitaria e gli orientamenti applicativi del Governo stesso in proposito. ( Fonte: http://www.pietroichino.it/?p=14626).

Bisogna capire a questo punto quali saranno le reazioni in seno al Senato e non solo. Si attendono soprattutto le risposte degli studenti, da sempre in contrasto palese con il Senatore Ichino. Tuttavia, a prima vista, il prestito agevolato non sembra essere il modo più logico per superare le problematiche inerenti l’ingresso all’Università.

 

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto