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4 giugno 2012

Passera richiama l’attenzione sul lavoro

Roma- Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, è intervenuto all’ultima giornata del Festival dell’Economia che si svolge a Trento. Il super ministro ha delineato delle linee guida da seguire per uscire dalla crisi. Prima tra tutti è la crescita, la quale senza di essa la crisi aumenterebbe a dismisura, secondo sono i numeri a parlare per lui. Ossia sono 28 mln di Italiani che sono in crisi attualmente. Di seguito riportiamo le parole dette dal Ministro.

L’Italia non è quella del Dopoguerra. Non lo è a partire da welfare, infrastrutture, istruzione e capacità di stare nel mercato globale, in molti settori. Lo sforzo che serve quindi è minore. Il governo tecnico evitato di scivolare verso la situazione greca non verrà meno. Abbiamo fatto, chiedendo sacrifici, interventi forti su conti pubblici e evasione, a cui ha corrisposto il sostegno immediato di Parlamento e parti sociali. Segno di un Paese maturo, che ha impressionato all’estero forse più delle singole iniziative“.

L’Euro deve restare, con tutti dentro. L’Italia ha un ruolo importante in questo, grazie alla rinnovata credibilità guadagnata con l’azione del presidente del Consiglio, Mario Monti, per lavorare anche per regole comuni bancarie. Siamo in un’Europa in cui probabilmente 50 milioni di persone o sono disoccupate o sono sottoccupate. Moltiplicando per quattro parenti o persone che vivono insieme, diventa 200 milioni di persone. In Italia i problemi del lavoro toccano direttamente da 5 milioni a 7 milioni di persone. Ciò contando disoccupati, cassintegrati, inoccupati, cioé chi non cerca più lavoro, e sottoccupati, ovvero chi non ha uno stipendio sufficiente a sbarcare il lunario. Moltiplicando per quattro anche in questo caso, fa 28 milioni di persone: metà della popolazione. Una situazione per cui con ansia, ogni giorno, mi chiedo cosa aggiungere all’Agenda della crescita“.

Sono convinto da tempo che una società sia molto di più della sua economia. La crescita però ora serve, tanto sostenuta da essere sufficiente a rispondere alla domanda di lavoro. Una crescita anche sostenibile, cioé non drogata da debito. Il Pil non tiene conto di come si crea la crescita. Se però il debito pubblico o quello privato sono eccessivi, poi i nodi vengono al pettine“.

Conclude poi con un accenno al No Tav: “Utilissima e necessaria l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione e parte di un progetto che non appartiene solo all’Italia. Chiaramente una delle opere strategiche quella del Brennero“.

Fontehttp://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/06/03/Passera-allarme-lavoro-crisi-riguarda-28-mln-italiani_6977391.html

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