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1 giugno 2012

Studente uccide il compagno di stanza per mangiarne il cuore

Uccide il compagno di stanza, si ciba del suo cuore e di buona parte del cervello, ne smembra il corpo e nasconde le varie parti: non è la descrizione della scena di un film horror, ma il resoconto in breve di un macabro omicidio perpetrato a Baltimora. Il povero malcapitato era un ragazzo di 37 anni, Kujoe Bonsfo Agyei Kodie, di origine ghanese.

La vittima si trovava in casa del suo assassino da tempo, lo conosceva bene ed era il suo compagno di stanza, finché venerdì scorso il suo amico non si trasforma nel suo carnefice. L’assassino, Alexander Kinyua, di 21 anni, è di origini keniane e studiava ingegneria elettronica alla Morgan State university.

Il ragazzo ghanese era un’ex studente della Morgan che viveva a pensione presso la famiglia Kinyua nella cittadina di Joppa. Sono stati proprio i familiari a fare la scoperta dei resti dell’inquilino avvolti in una coperta: è stato Jarrod, fratello dell’assassino, ad affrontare Alexander dopo aver ritrovato in cantina, di fianco alla lavatrice, parti di testa e mani umane.

L’autore dell’assassinio inizialmente si giustifica dicendo che sono i resti di un animale, ma i familiari allertano le autorità e Alexander viene subito messo agli arresti. La confessione arriva subito: il giovane studente, dopo aver ucciso per strada il compagno di stanza, ha asportato alcune parti del suo corpo e se ne è nutrito.

La polizia non è riuscita ancora a dare una risposta al motivo che ha portato il ragazzo ad un simile gesto. Alexander viene descritto dai suoi colleghi di corso come un ragazzo soggetto a scoppi d’ira e che si isolava nel suo mondo, ma più delle opinioni degli altri ragazzi parlano i fatti. Il 20 maggio, lo studente era stato arrestato per aver aggredito premeditatamente con una mazza da baseball un compagno di studi, ma era stato rilasciato sotto cauzione, nonostante la vittima dell’aggressione avesse perso l’occhio a causa delle percosse.

Al momento sono ancora in corso le indagini per accertare che i resti siano realmente di Agyei Kodie, anche se non sembrano esserci dubbi: il giovane era allontanato da casa lo scorso venerdì per andare a correre e la sua scomparsa era stata denunciata dalla famiglia. Intanto l’altro studente è stato incriminato per omicidio di primo grado e rimane in prigione, senza possibilità di cauzione.

Siamo stati abituati a ricevere dai mezzi di informazione notizie di avvenimenti cruenti e clamorosi, ma questo, in particolare, risulta più eclatante perché è stato subito associato ad altri eventi. È il terzo atto di cannibalismo in America in pochi giorni: altri due casi sono avvenuti uno in Canada e uno negli Usa.

Sabato scorso, per le strade di Miami Beach, la polizia si è ritrovata davanti a una scena inquietante: un uomo nudo stava divorando il viso di una persona viva e non desiste nemmeno quando gli agenti iniziano ad aprire il fuoco. L’intera scena si è consumata sotto gli occhi increduli di vari passanti.

A Montreal, martedì scorso, un netturbino ritrova un torso umano in valigia chiusa nel retro di una casa. La casa è in affitto a un gigolò, Eric Clinton Newman, di 29 anni, il quale ha ucciso il proprio compagno, compiendo atti di necrofilia e cannibalismo sul corpo della vittima. Esisterebbe anche un video, postato su internet, in cui l’assassino armato di rompighiaccio e coltello pugnala, sgozza e smembra il suo partner.

Quello che sconcerta è proprio la disinvoltura con cui i tre assassini hanno trattato il loro crimine: lo studente ha ucciso per strada e portato con se dei resti per poi farli rinvenire ai familiari, a Miami l’atto avviene in pieno pomeriggio in mezzo ai passanti e nell’ultimo caso l’assassino mette in rete persino un video.

In uno dei tre casi, quello di Miami, l’unica ipotesi è che a scatenare il gesto possa essere stata una psicosi causata da droghe pesanti, ma la presenza di disturbi mentali in tutti e tre gli episodi resta comunque l’ipotesi di sfondo più plausibile.

 

 

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