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27 giugno 2012

Un ritocchino? I 7 comanda(accorgi)menti

Chi, guardandosi allo specchio, non ha mai pensato: “quanto vorrei cambiare questa parte di me!” Che si tratti di un’ imperfezione estetica del naso, piuttosto che di una sottigliezza delle labbra o ancora del sedere, comunemente definito piatto oppure delle ridotte dimensioni del décolleté, ha poca importanza perché l’istinto di voler esaudire i propri desideri immediatamente, può causare grandi problemi di salute.

La chirurgia estetica negli ultimi anni ha perfezionato ed allargato i propri orizzonti tecnico-scientifici, presentandosi ed offrendosi, come ben sappiamo, non soltanto ad un pubblico femminile ma anche a quello maschile.

Quello della chirurgia plastica estetica è un campo in continuo affollamento, non soltanto da parte degli utenti o beneficiari, se così si può dire, finali ma anche e soprattutto è un mondo gremito di professionisti del settore o presunti tali.

Ed è qui il grande e reale problema sollevato anche da Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente di AICPE (Associazione di Chirurgia Plastica Estetica). <<Molti medici offrono prestazioni di chirurgia plastica senza averne i requisiti o propongono trattamenti chirurgici in strutture non adeguate o autorizzate>> ha affermato Pelle Ceravolo in una sua dichiarazione.

In Italia ci sarebbero almeno 5.000 medici che praticano la chirurgia plastica, ma tra questi è difficile avere una stima precisa di quanti siano ufficiali o abusivi. Proprio l’illegalità e l’abusivismo che sono una piaga in questo settore, devono essere combattute ed eliminate.

Occorre scegliere con cura chi deve mettere le mani sul nostro corpo e proprio per questo l’AICPE ha realizzato un vademecum per aiutare i pazienti nella scelta del medico a cui affidarsi.

Sono sette i comandamenti o accorgimenti che il paziente deve conoscere:

  1. Affidarsi solo a medici che hanno conseguito una specializzazione di cinque anni  in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ed Estetica, dopo la laurea in Medicina, oppure chi ha maturato un’esperienza comprovata e verificata per almeno cinque anni nel settore.
  2. Affidarsi a medici di cui è possibile risalire ad eventuali attività ospedaliere o universitarie accreditate nelle due società scientifiche italiane, SICPRE e AICPE.
  3. Informarsi sulle strutture dove vengono eseguiti gli interventi, le quali devono essere ufficialmente autorizzate.
  4. Informarsi sui materiali utilizzati leggendo accuratamente il consenso informato presentato ai pazienti.
  5. Diffidare di interventi low cost o di sconti perché la professionalità e la sicurezza hanno un  costo.
  6. Non basarsi esclusivamente sulle immagini pre e post operatorie, possono essere importanti per comprendere il risultato finale ma possono creare aspettative fuorvianti. Come per i prodotti di consumo, l’immagine ha semplicemente lo scopo informativo.
  7. Scegliere il chirurgo non soltanto per le sue referenze ma anche per la sua responsabilità ed onestà intellettuale, che permettono la costruzione di un rapporto capace di regalare soddisfazioni reciproche.

Sfidare madre natura non è un gioco, meditare sulle conseguenze e ancor prima vagliare a chi affidarsi è un obbligo, verso noi stessi e se volete anche verso madre natura.

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