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26 luglio 2012

Davvero si vuole migliorare la classe dei professori universitari italiani?

Solo qualche settimana fa, in alcuni precedenti articoli, si è letto di come il governo Monti stesse cercando di migliorare e di rilanciare la figura non soltanto dei professori universitari, ma anche dei ricercatori. Come? Tramite una maggiore attenzione alla loro preparazione. Ma è davvero questa la strada che si sta seguendo?

Bisogna tornare indietro e guardare con attenzione ciò che in passato era stato sostenuto dal Ministro Profumo: parità di trattamento tra gli studenti, maggiori agevolazioni per gli studenti più meritevoli, ma soprattutto una maggiore attenzione nella scelta dei docenti che si dovranno sedere nelle aule delle università italiane.

Per quanto riguarda le proposte nei confronti delle migliori matricole, molte università si stanno rendendo protagoniste di ottime iniziative. Il problema riguarda, invece, se effettivamente i professori universitari siano dotati di quella preparazione ottimale per mettere gli studenti nelle migliori condizioni di studio.

Ora, per quanto riguarda la classe docenti, non tutti i problemi in Italia, possono essere ricondotti, solo ed unicamente, al nepotismo ( che certamente esiste come in ogni settore).

Il problema nasce dalla scarsa importanza che molto spesso si attribuisce alla ricerca nel nostro paese. Quanti giovani laureati, amanti dello studio che coltivano il sogno dell’insegnamento universitario, devono subito desistere da questa aspirazione?

Spesso molti professori, sono costretti a dover allontanare giovani collaboratori di cattedra, impossibilitati a dare loro un pur minimo contributo.

Quale, allora, la risoluzione? Probabilmente si potrebbe scommettere di più su un settore che dovrebbe avere ben altro riscontro anche sul piano internazionale. Una proposta? Semplicemente un punto di vista.

 

Fonte foto: (http://www.loschermo.it/articoli/view/29717)

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