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8 luglio 2012

Egitto: un professore alla guida del governo

La conferma ufficiale è arrivata solo la settimana scorsa: Mohamed Mursi, professore universitario egiziano, è diventato il quinto presidente dell’Egitto, dopo aver vinto le prime elezioni democratiche dalla fine del regime di Mubarak. Per la prima volta, in tutto il mondo arabo, un docente universitario viene scelto alla guida di un Paese.

Mohamed Mursi è stato tra i principali oppositori del regime di Mubarak: nel 2006 e nel 2011 ha scontato diversi mesi di carcere per aver duramente criticato il dittatore egiziano. La sua vittoria ha segnato anche il trionfo dei Fratelli Musulmani, storica formazione politica di orientamento islamico che ha sostenuto Mursi nell’accesa campagna elettorale.

Laureatosi in ingegneria all’Università del Cairo nel 1975, Mursi ha ottenuto un dottorato di ricerca all’University of Southern California nel 1982: a differenza di molti suoi colleghi che hanno lasciato definitivamente l’Egitto, Mursi è voluto ritornare a insegnare nel suo Paese, diventando così professore di ingegneria all’università egiziana di Zagazig.

Il nuovo presidente dell’Egitto ha dichiarato di volere favorire un clima di pace e distensione politica, dopo i tragici eventi che hanno portato alla fine della dittatura: in particolare, Mursi ha voluto garantire un equilibrio istituzionale tra le componenti della società egiziana, appuntando come vice presidenti, una donna e un politico di provenienza cristiano-copta.

Nel suo programma elettorale, Mursi ha promesso un aumento dei fondi destinati alla ricerca e allo sviluppo, un maggiore collegamento tra mondo accademico e industria e la garanzia della protezione della proprietà intellettuale. Il presidente ha annunciato anche un piano di sostegno alle università, con la creazione di centri di ricerca specializzati e la costruzione di nuove infrastrutture accademiche.

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