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18 luglio 2012

Affitti romani: il censimento dell’illegalità

La Guardia di Finanza indaga nei tre atenei romani sui contratti dei fuorisede

 Tempi duri per gli evasori. Le misure del governo Monti stanno per toccare anche le università, a cominciare da quelle romane. La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre sono state scenario dell’inusuale visita della Guardia di Finanza. Secondo le stime, più di 10.000 studenti sono dei fuorisede, provenienti specialmente dal sud Italia.

Molti di essi contribuiscono all’espansione del mercato degli affitti in nero. In attesa della costruzione di 20.000 abitazioni sociali per studenti, annunciata recentemente, ci ritroviamo con un fenomeno in continua espansione e con cifre da capogiro.

Così gli studenti romani, cominciando da Roma Tre, saranno i primi ad essere monitorati: dovranno compilare un modulo prestampato, inviato nella loro località di residenza, dove avranno l’obbligo di rispondere ad un questionario sulle principali informazioni sulla loro abitazione capitolina: luogo dell’abitazione, regolarità del contratto, numero di coinquilini.

Chi non risponderà o lo farà in modo palesemente sbagliato, magari per depistare le indagini o coprire il proprietario dell’immobile, dovrà pagare una multa di 500 € e recarsi in caserma per fornire scomode spiegazioni. L’iniziativa, promossa dal Comando generale della Guardia di Finanza, dovrebbe concludersi entro l’anno.

Il censimento dei fuorisede è un’iniziativa sicuramente positiva, ed è auspicabile che sia replicata nelle altre città universitarie italiane. Come documentato su Controcampus, non è la prima volta che si cerca di arginare il fenomeno, come testimonia il caso di Bologna, con l’impossibilità di continuare gli studi senza un contratto regolare. Sarà questa la strada giusta?

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