Lavoro: una nuova indagine di mercato

Redazione Controcampus 30 Luglio 2012

Da uno studio condotto da Gi Group, su un campione formato da: individui di un’età non superiore ai trenta, piccole aziende e multinazionali, sono emersi risultati rilevanti.

L’idea di lavorare per propria soddisfazione personale si è completamente eclissata; i giovani lavorano per lo stipendio e per questo vogliono inserirsi, ad ogni costo, in un contesto lavorativo.

Su 10 individui almeno 8 ritengono che le caratteristiche essenziali per fare carriera sono: il merito, la fortuna ma, soprattutto, le “famose” conoscenze. Pochi in realtà i ragazzi che tenterebbero davvero la fortuna solo uno su sei realmente sarebbe disposto ad aprire una propria attività commerciale, complice, forse, anche l’attuale situazione: essere dei dipendenti ha i suoi vantaggi e sicuramente non le stesse preoccupazioni che, invece, può avere un imprenditore.

La ricerca è nota come: “I giovani italiani e la visione disincanta del mondo del lavoro” elaborata da Gi Group, inserita in un più ampio programma Young First e sostenuto da OD&M Consulting, ha definito le nuove generazioni prive di fiducia e lontane dai classici modelli. La ricerca è servita per comprendere quale sia il rapporto dei giovani col mondo del lavoro, quali sono le loro aspettative e capire anche quale, invece, può essere il punto di vista di una multinazionale.

La ricerca è stata effettuata  su un campione di 1.018 giovani, tra i 15 e i 29 anni, il 47%  di esso ha già avuto una prima esperienza lavorativa, il 30% lavora con un contratto a tempo indeterminato e circa la metà ha un tipo di contratto flessibile o a tempo determinato, e uno su sei non ha mai fatto esperienza. Gli uomini che hanno aderito a tale iniziativa sono stati 1.019, con un’età compresa tra i 40 e i 64 anni. Poche le aziende che hanno aderito, trenta, tra nazionali e multinazionali.

Mancanza di basi solide, assenza di punti stabili a cui poter fare riferimento e una crisi durevole e immutabile sembrano aver compromesso l’ impulso dei giovani. Si presentano disincantati, realistici e meno ambiziosi rispetto al passato e alla propria famiglia, ma sono decisi a resistere di fronte ad una crisi permanente e al numero crescente della disoccupazione – afferma Stefano ColliLanzi stiamo parlando di una generazione di mezzo che, da un lato, risente di una cultura del passato più certa, più sicura e stabile, con la conseguenza che ritiene che l’unica soluzione per avere un buon lavoro consista nell’avere le conoscenze giuste, dall’altro però sta acquisendo coscienza di sé e ritiene che ognuno è artefice del proprio destino”.

Bamboccioni si o no? I genitori e le imprese danno importanza al merito ritenendo che questa sia la strada giusta per far carriera, i giovani non sembrano essere dello stesso parere: 8 su 10 ritengono fondamentali, allo stesso modo, fortuna e conoscenze, in particolare di individui influenti. Altro aspetto che viene molto valutato da i ragazzi, e forse poco dalle aziende, sono i rapporti lavorativi che vengono instaurati, soprattutto, con i propri capi; esso può portare: ad uno stipendio più alto, un posto di lavoro più sicuro e una maggiore considerazione in rapporto ad altri colleghi. Meno importanti risultano gli aspetti connessi alla formazione professionale e alla carriera che sono valutati di più da genitori e aziende. Per il 42% dei ragazzi il lavoro è “un’occasione” per  avere una certa disponibilità economica, solo in secondo piano esso può costituire un modo per  realizzare se stessi circa il 36%. Al contrario i laureati, sia donne che uomini, con contratto flessibile o a tempo indeterminato, mettono in primo piano la realizzazione personale circa il 43%.

È il concetto ad essere sbagliato. I giovani hanno cambiato il loro modo di pensare: lavorano solo per i soldi, perdendo quel disincanto che, forse, avvolgeva ancora la generazione precedente. Siamo di fronte ad una realtà, quasi, apatica e guardata con sospetto perché sembra essere priva di speranze –prosegue Colli-Lanzile istituzioni dovrebbero aiutare i giovani affinché possano ancora credere in loro. Il nostro Paese ha bisogno di menti creative non avvilite da una situazione che vuole annientarli, aiutare i giovani è questa la parola d’ordine”.  Per uscire dalla crisi va rivista la riforma del mercato del lavoro: “Bisogna modificare tale riforma intervenendo radicalmente sulle misure adottate per i giovani, prima fra tutte è opportuno identificare e separare le forme di flessibilità da quelle di precarietà”.

Decisi anche a trasferirsi per trovare lavoro. Sebbene la prospettiva non è delle migliori, i giovani non vogliono arrendersi: nove su dieci ritengono che l’ elemento più importante è la perseveranza, ma anche le famiglie e le grandi aziende sono dello stesso parere. Il lavoro ideale per un giovane è quello spendibile a contatto col pubblico, non in grigi uffici in cui si è costantemente a contatto con un computer. Solo uno su sei vorrebbe davvero intraprendere una propria attività commerciale, strano, ed è, forse, una dimostrazione che ai giovani manca la capacità d’iniziativa, la volontà di proporsi sul mercato e quindi anche fantasia e immaginazione; anche i genitori sono d’accordo con questa scelta: meno preoccupazioni e più sicurezze. Il giovane imprenditore deve affrontare nuove difficoltà e tante spese, va incontro ad una realtà che se non spiegata può essere fraintesa e quindi si rischia il fallimento. Pochi i giovani che si inserirebbero volentieri in piccole aziende probabilmente perché nelle multinazionali lo stipendio è più alto e c’è la possibilità di far carriera. Contrariamente a quello che si pensa i giovani sono disposti a lavori manuali ma devono essere ben pagati e deve trattarsi comunque di un momento temporaneo. Infine, 8 su 10 sono disposti a viaggiare, a cambiare residenza per trovare lavoro, però sempre rimanendo in Italia, la percentuale si aggira intorno al  40%, mentre le società suggeriscono i cosiddetti “Paesi Brics”: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Più obbiettivi rispetto ai genitori. Tantissimi sia i giovani che gli adulti che valutano lo stage un momento importante per inserirsi nel mondo del lavoro, seppur esso non porta ad un contratto a tempo determinato. È un’occasione per farsi conoscere anche se il master non è per tutti perché i costi sono alti. Le imprese, invece, affermano che un master fatto bene può portare al contratto sperato. C’è un forte contrasto tra quello che il giovane si aspetta da una realtà aziendale e quello che essa può effettivamente offrire, infatti, spesso cercano di adattarsi e non mirano a lavorano nel settore in  cui si sono specializzati. Il loro scopo è fare esperienza per poi essere ammessi in realtà se non gratificanti almeno redditizie.

Immagine tratta dal sito: http://www.giovanifittoscana.it

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto