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24 luglio 2012

Libri o iPad? La nuova rivoluzione digitale

La rivoluzione digitale arriva anche nelle scuole.

Succede in Corea, dove è stato lanciato un progetto pilota che punta all’eliminazione dei libri, quaderni e matite. Vi partecipano già 300 istituti scolastici in tutto il paese ed entro il 2015 tutte le scuole sudcoreane dovrebbero adottare i media digitali come strumenti didattici, mentre le lavagne con i gessetti lasceranno il posto a lavagne digitali, su cui i docenti possono scrivere con il dito o digitare il testo.

L’apprendimento, dunque, diventa interattivo, portando con sé una serie di vantaggi: i libri di testo possono verificare immediatamente i compiti svolti dai ragazzi e farglieli ripetere in caso di risposta errata, inoltre si possono integrare facilmente le lezioni con i più svariati contenuti, come video e foto.

Il progetto, tuttavia, ha suscitato anche qualche polemica. In Corea, infatti, la dipendenza da internet e dal computer è diventata un serio problema e alcuni coreani pensano che i giovani passino già fin troppo tempo davanti al computer; inoltre uno studioso ha affermato che i ragazzi dovrebbero essere stimolati a ragionare autonomamente, ciò che il materiale digitale o analogico non permette.

Insomma il progetto, per ora, resta solo un esperimento, ma la Corea non è l’unica che si sta avviando verso questa tecnologica strada. Anche in Italia, infatti, è in corso una sperimentazione hi-tech, avviata in maniera più ridotta a Bergamo e in modo più esteso a Borgaro Torinese.

Il sindaco di Borgaro, Vincenzo Barrea, si dichiara particolarmente orgoglioso di questa iniziativa; si tratta di distribuire gratuitamente un net book a tutti gli insegnanti e a tutti i 900 bambini e ragazzi delle elementari e delle medie, ed è stato grazie alla dirigente Lorena Labanti– ricorda il sindaco- che è stato possibile trasferire tutto il materiale didattico sui supporti multimediali. Ogni classe sarà inoltre dotata di una lavagna digitale e gli insegnanti potranno controllare con i loro portatili ciò che i ragazzi fanno con i loro net book.

Anche l’Italia, quindi, si apre a nuovi orizzonti didattici e la scuola diventa hi-tech.

Fonte foto: 2onit.wordpress.com

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