• Google+
  • Commenta
29 luglio 2012

L’Università del Salento presenta la mostra “Autoritratti. Artisti del Terzo Millennio”

Nell’ambito di Cegliestate 2012-Summer presso il Palazzo Albergo Ferrovia si terrà una mostra collettiva dal titolo “Autoritratti. Artisti del Terzo Millennio” in esposizione sino al 26 agosto. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 18,30 alle 23 con ingresso gratuito.

Organizzata da CRACC (Conservazione e Ricerca Arte e Cultura Contemporanea) srl spin-off dell’Università del Salento, la mostra rappresenta per i contenuti ed i linguaggi un esempio concreto di incontro e contaminazione di saperi diversi ed è una delle proposte legate al settore delle arti visive suggerite nel programma della corrente stagione estiva dall’amministrazione comunale di Ceglie Mesapica.

È stato presentato il sito turistico del Comune di Ceglie ceglieturismo.it, un progetto che ha l’obiettivo di illustrare l’intera offerta turistica, di spettacolo e di eventi del Comune di Ceglie Messapica.

Il curatore della mostra è il professor Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Ateneo salentino, e si è avvalso della collaborazione di una cerchia di storici e critici d’arte contemporanea che operano nell’ambito del Laboratorio TASC (Territorio Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea) del Dipartimento di Beni Culturali, che hanno redatto i testi critici e gli apparati biografici e curriculari pubblicati nel catalogo a corredo della mostra, edito per i la collana TASC dell’editore Mario Congedo.

Il gruppo degli artisti accoglie un nutrito gruppo di artisti eterogenei per formazione, età e background culturale, con differenti possibilità di autoritratto, presenti con una o più opere: Carlo Elmiro Bevilacqua, Federica Bruno Stamerra, Azzurra Cecchini, Giuseppe Ciracì, Arianna D’Accico, Maria Valentina Dario, Angelica Dragone, Cosimo Epicoco, Gerardo Fornataro, Semira Forte, Fatos Lubonja, Annalisa Macagnino, Alfred Milot Mirashi, Nancy Motta, Carmen Munafò, Pino Oliva, Alessandra Pepe, Parlind Prelashi, Emilia Ruggiero, Enza Santoro, Salvatore Sava, Michele Stanzione e  Tiziana Vanetti.

L’amministrazione comunale di Ceglie Messapica ha scommesso su questo progetto espositivo, itinerante che si colloca all’interno delle attività delle imprese spin off dell’Università del Salento, nell’ambito di SINTeSIS – Sostegno all’Innovazione ed alle Nuove Tecnologie per lo Sviluppo dell’area Ionico-Salentina, per la valorizzazione delle competenze maturate all’interno delle attività di ricerca universitaria.

Concludo con le parole di Ada Manfreda ( fondatrice di “Amaltea. Trimestrale di cultura” della quale è direttrice editoriale, nonché responsabile della divisione “Ricerca e sviluppo: Progettazione” e membro della divisione “Assessment” di EspérO – SpinOFF dell’Università del Salento – Ricerca applicata per la Formazione Avanzata) che ha recensito la mostra: «Autocelebrazione, narcisismo, vanità? Vien da chiederselo di fronte a quelle opere d’arte che, in ogni epoca e in ogni estetica, hanno visto, prima o poi, l’artista cimentarsi in un (a volte più d’uno in verità) autoritratto. Cosa spinge un artista a “specchiarsi” in una propria opera (sia essa pittorica o fotografica), ritraendo se stesso? In fondo quel “se stesso” è sempre lì, presente in ogni millimetro di ogni sua creatura: un testo, o una tela, o una pellicola, non può non avere dentro l’autore che l’ha generato, c’è sempre, è un fatto ineludibile, e ciò in ogni caso, tanto nella consonanza con l’opera, quanto nella dissociazione da essa, o nel suo rifiuto totale. Il dialogo autore-opera, armonico o conflittuale   che sia, è costante e precipita nell’opera medesima, dicendo perciò sempre dell’autore. Questa presenza, da leggere in filigrana, può essere esplicitata al punto da divenire essa stessa il “soggetto” dell’opera! L’autoritratto, per l’appunto. Con tutti i giochi di riflessi all’infinito che si possono borgesianamente percorrere: autorappresentazione come sé, come “altro” nel sé, come sé che riflette su sé medesimo nell’atto del rappresentarsi, come sé percepito, come sé ipotizzato essere nella testa degli altri, come autodeformazione, come rappresentazione del proprio sguardo che si guarda o che piuttosto si immagina, ecc. ecc. ecc. Un bel dispositivo, che a tratti può essere anche divertente se giocato con ironia. Ecco allora che forse una risposta univoca non c’è alla domanda iniziale: il gioco dell’autoritratto assume molte forme e molti significati a seconda di come lo si “gioca”, a seconda, ancora una volta, di quello che si è.    L’autoritratto perciò è sempre, in ogni caso, vero. Un interessante viaggio in simili e ulteriori riflessioni su questo affascinante tema è quello che ci propone “Autoritratti. Artisti del Terzo Millennio”, il catalogo dell’omonima mostra curata da Massimo Guastella il  quale, come egli stesso scrive nel suo saggio introduttivo, intende portare alla riflessione la persistenza nell’arte dell’ “interrogarsi sulla figura, il sondare la corporeità […]. Ora il volto   o il mezzo busto o la figura intera dello stesso ‘creatore’ può mascherarsi o corrodersi, talvolta celarsi persino dissolversi nei linguaggi concettuali o,   all’opposto, pur nell’assenza di canoni, riaffermarsi perentorio nelle sembianze,   nell’articolazione dei tratti, della mimica”».

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy