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4 luglio 2012

QS Ranking: da Milano i laureati più “tecnici”

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori…e da qualche tempo a questa parte anche di tecnici.

Ma niente paura: il governo Monti, almeno in questa sede, non c’entra un tubo. È di università che ci accingiamo a parlare.

La QS (Quaquarelli Symonds, ex Times) è una graduatoria dei primi 700 atenei del mondo, stilata periodicamente; un ranking in piena regola, che tiene conto di parametri quali reputazione, citazioni, facoltà, studenti stranieri.

Anche quest’anno, la classifica è dominata da Stati Uniti e Gran Bretagna (Cambridge, Yale, Oxford si collocano stabilmente nella top 5). Restringendo il campo al nostro paese, ad esultare è soprattutto il Politecnico di Milano, che scala diverse posizioni rispetto agli anni precedenti.

Tanto per cominciare, l’ateneo meneghino è stato inserito tra le prime 50 università “tecniche” al mondo; si tratta di una classifica molto particolare, riservata esclusivamente agli istituti che privilegiano lo studio di un certo tipo di discipline.

Una vera e propria consacrazione a livello mondiale per il Politecnico, già di per sé da annoverarsi tra le più rinomate università italiane specializzate in “studi tecnici”.

Un dato tutt’altro che campato in aria, bensì stabilito sulla scorta della media di laureati anno per anno, nonché sulla preparazione di cui questi ultimi usufruiscono una volta terminato il proprio percorso.

Questa classifica viene studiata e redatta in base a diverse aree di ricerca; cinque sono quelle in cui il Politecnico si è distinto: Chemical Engineering, Civil Engineering, Electrical Engineering, Mathematics, Mechanical Engineering. E le sorprese non sono finite: gettando un occhio al ranking europeo, salta fuori che il Politecnico si ritrova nientemeno che in top 10.

Inutile sottolineare che il Politecnico è ottimamente piazzato anche nella graduatoria italiana: è in testa per tutte le aree di ricerca sovra citate (ad eccezione di Electrical Engineering), cui va ad aggiungersi Computer Science. Più in generale, la classifica italiana vede nelle prime posizioni l’ateneo di Bologna (183°), la Sapienza di Roma (210°) e le università di Padova (263°) e Milano (275°), cui segue appunto il Politecnico (277°, ex aequo con l’università della North Carolina).

Una bella soddisfazione per i vertici dell’ateneo, di per sé abituati a simili riconoscimenti (basta fare riferimento alle classifiche degli anni passati), ma anche e soprattutto per i suoi laureati, forti di un titolo di studio in grado a maggior ragione di spalancare ottime prospettive.

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