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12 luglio 2012

Residenze universitarie: il campus raddoppia

L’Università di Salerno aumenta la propria offerta abitativa.  Dopo le prime 282 residenze all’interno del campus, sono in via di completamento altri 240 alloggi, di cui 12 riservati agli utenti diversamente abili.

Insieme alle 86 residenze universitarie in località Sava nel comune di Baronissi e alle 24 di Palazzo Barra in Lancusi, l’Ateneo raggiunge quota 632 posti letto.

Ogni alloggio sarà dotato di monoblocco cucina con frigo, forno, lavello e cappa, sistema di gestione ed accesso di tipo alberghiero, rete internet LAN e Wi-Fi, connessione TV digitale e SAT, climatizzazione invernale ed estiva e telefono.

I nuovi alloggi sono stati realizzati  con tecniche e materiali capaci di assicurare un fabbisogno energetico inferiore del 60% rispetto ad edifici analoghi realizzati con tecniche tradizionali, raggiungendo la classe energetica “A”.

Residenze universitarie all’insegna della ‘eco-abitabilità’  che sposeranno il fotovoltaico e il solare. Sulla copertura degli edifici, infatti,  verranno installati dei pannelli fotovoltaici che assicureranno una potenza di picco di oltre 100 KW. Tale apporto solare coprirà un quarto del fabbisogno totale del complesso immobiliare. Anche per la produzione dell’acqua calda sanitaria  è stato previsto l’apporto solare con l’installazione di pannelli in copertura in grado di soddisfare oltre il 50% del fabbisogno totale del complesso immobiliare.

Elemento centrale del progetto esecutivo  redatto dagli Uffici Tecnici dell’Ateneo è l’isolamento sismico dei due corpi di fabbrica di sei piani. Tale soluzione è tra le più moderne tecniche introdotte negli ultimi anni per aumentare la prestazione delle costruzioni sotto azione sismica sia in termini di sicurezza che di protezione dal danno e quindi dalla perdita di funzionalità.

In particolare sono stati utilizzati isolatori a pendolo ovvero appoggi a superficie metallica di forma sferica concava con interposto materiale termoplastico ad alta resistenza a basso attrito. La denominazione “a pendolo” deriva dal fatto che la struttura poggiante su tali dispositivi acquista un periodo di oscillazione dipendente fondamentalmente dalla curvatura della superficie di scorrimento e non dalla massa, come nel pendolo semplice. Il  principio di funzionamento di tali dispositivi è riconducibile all’inserimento tra la fondazione e l’edificio in elevazione di dispositivi ricentranti a bassissimo attrito. La caratteristica del ricentraggio è conferita dalla forma sferica concava delle superfici  dei dispositivi per la trasmissione delle forze verticali ed orizzontali.

In sintesi il risultato derivante dalla introduzione di tali dispositivi è che la struttura in elevazione è soggetta a scuotimenti indotti dal sisma notevolmente attenuati che permettono di evitare il danneggiamento alle parti strutturali e contenere quello alle  parti non strutturali entro limiti compatibili con l’operatività dell’edificio dopo sisma.

Insieme agli alloggi sono in via di completamento anche gli spazi comuni che serviranno a favorire l’integrazione sociale e culturale fra gli studenti e tra questi e la vita cittadina: palestra, mensa, market, bar , lavanderia,  sala giochi, riunioni  e internet, campi di calcio.

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