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2 luglio 2012

Shakespeare e la Morris Dance

La danza è sempre stata una parte essenziale delle feste stagionali delle città e dellen campagne di tutta Europa e quindi anche di quelle anglosassoni. Durante il sedicesimo secolo, e nella prima metà del diciassettesimo, essa acquisì un ruolo di primaria importanza presso la corte inglese. Si assistette innanzitutto allo sviluppo della danza formale, sia per quel che riguarda la complessità che per quel che concerne la varietà, e, in secondo luogo, alla ripresa di danze provenienti dalle campagne che, fatte di travestimenti e pantomime, avevano visto l’introduzione da parte di Enrico VIII nel 1512 di maschere simili a quelle già presenti in Italia.
Nel teatro si ravvisa la medesima evoluzione e la danza, dopo aver avuto per molto tempo una funzione puramente decorativa ed essere stata posta in posizione isolata rispetto al testo, diviene parte integrante della struttura del dramma. Tra gli autori che spiccano in questo periodo, è Shakespeare a farne l’uso più consistente ed organico.

 

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