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4 luglio 2012

Spending Review, arrivano i saldi… per il futuro di Università, Scuola e Ricerca

Fregati ancora una volta e non dalla Spagna, pronti nelle intenzioni a fare un passo in avanti verso un futuro dove gioie e dolori possano per lo meno gareggiare alla pari, illusi, affascinati e narcotizzati dalla particella di Dio, tema caldo di questi giorni che ci sta facendo avvicinare al mondo della scienza e della ricerca, ecco la notizia un po’ in sordina che sta facendo tremare le Università, la scuola pubblica e gli enti di ricerca del nostro Paese: tagli.

Roba vecchia si sarà portati a pensare e invece no, i tagli in questione sono belli che nuovi e si vanno ad aggiungere a tagli precedenti e già noti: un meno nelle casse dell’istruzione italiana che toccherà i 200 milioni con un ben venuto allo spending review e un triste arrivederci al futuro di tanti studenti, professori e ricercatori.

La bozza di decreto che turba le notti dell’Università italiana, andrebbe a colpire e tagliare il fondo di finanziamento ordinario degli atenei rendendo ancora più magre, vacche già rese moribonde da riforme precedenti e da precedenti ministri dell’Istruzione.

Pronti alle piazze e a mobilitazioni di vario tipo Cgil, Cisl e Uil e soprattutto i diretti interessati,  gli studenti che con Udu e Rete degli Studenti, hanno affermato il loro disagio nei confronti di una Università che negli ultimi anni ha subito tagli per oltre un miliardo di euro, con tasse universitarie altissime e pronte a crescere ulteriormente e tagli alle borse di studio a studenti meritevoli che non potranno finire gli studi perché non aiutati dallo Stato (fonte La Repubblica.it).

Ad avvelenare ancora di più la situazione e le scelte montiane, ci si è messa anche l’indiscrezione che vorrebbe un + 200 milioni dirottati in favore delle scuole private.
Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, forse ben conscio della polveriera pronta ad esplodere che risulta essere oggi la Scuola e l’Università italiana, cerca di prendere tempo non commentando queste indiscrezioni e dichiarando di volersi affidare solo a «dati oggettivi» e a «decisioni collegiali» ma intanto sembrano essere frementi le consultazioni tra il Miur (Ministero Istruzione Università e Ricerca) e il dicastero delle Finanze per cercare soluzioni alternative ai tagli preventivati dal Governo.
Nella giornata di venerdì il Governo varerà le prime misure e si saprà in modo certo quali potranno essere le sorti della scuola, dell’università e della ricerca made in Italy.
La speranza è che il bosone di Higgs e la particella di Dio facciano il miracolo, indicando la strada (per esempio l’importanza del binomio futuro – ricerca) e offrendo la luce della conoscenza anche  presso le menti dei nostri politici.

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