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30 luglio 2012

Spending review: ministro Profumo commenta l’aumento delle tasse

Perugia – Dopo l’aumento delle tasse per i fuoricorso parla il ministro Profumo. Nella giornata di oggi il ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca ha presentato, nel corso della sua tappa perugina, il bando “Smart cities and communities and social innovation”. Il decreto recentemente pubblicato dal Miur stanzia ben 655,5 milioni di euro  (di cui 170 Meuro di contributo nella spesa e 485,5 Meuro per il credito agevolato) per le idee progettuali presentate da imprese, centri di ricerca, consorzi e società consortili, organismi di ricerca con sedi operative su tutto il territorio nazionale.

La conferenza si è tenuta in una Sala dei Notari e hanno preso parte all’illustrazione del progetto  il presidente della Regione, Catiuscia Marini, i sindaci di Perugia e di Terni, Boccali e Di Girolamo, e i rettori dell’università italiana, Bistoni, e per stranieri, Giannini.

Il ministro Francesco Profumo, preso dai numerosi impegni che si affollano sulla sua agenda per la promozione del bando nelle maggiori città italiane, ha colto l’occasione perugina per commentare gli aumenti successivi alla Spending review. “Ciascuno studente costa un po’ più di 5mila euro in investimento complessivo. Una quota deriva dalla loro tassazione, una quota preponderante invece deriva da un investimento dello Stato. Io credo che sia corretto, se riuscissimo a ridurre il contributo per gli studenti che stanno nei tempi, che si impegnano, mettono le loro capacità”, ha affermato Profumo durante la conferenza. Continuando poi il ministro ha aggiunto: “Nello stesso tempo credo che se per qualche motivo un giovane pensa di fare lo studente anche avendo altri obiettivi, ad esempio un motivo di lavoro, ci sono le forme part-time, io non credo che sia corretto che ci sia lo stesso contributo dello Stato. C’e’ anche una grandissima attenzione alle condizioni di risorse di una persona, per cui, se uno studente fa riferimento a un reddito oltre 150 mila euro e raddoppia il proprio contributo all’investimento per lo studio, credo che sia corretto”.

Fonte foto:  images.google.it

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