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30 luglio 2012

TFA classe A052: ancora tra nozionismo ed errori

Giungono anche le domande della prova preliminare del TFA per la classe di concorso A052 inerente all’insegnamento di materie letterarie, latino e greco nel liceo classico, prova svoltasi lo scorso 26 luglio.

L’iter ormai è il solito: domande difficili e nozionistiche ed errori.

All’apertura del questionario, di cui riportiamo le domande e le risposte pubblicate sul sito del Cineca, suppongo che quasi tutti i candidati abbiano pensato di alzarsi e andare via.

Le domande più difficili, infatti, sono quelle di letteratura italiana, storia e geografia, le prime 23, per intenderci.

La seconda domanda chiede chi sia l’autore del “Dialogo della salute”: ovviamente Carlo Michelstaedter. Le domande di letteratura continuano alternando i pilastri della letteratura italiana quali Boccaccio, Dante, Machiavelli, Foscolo ad autori meno noti.

Le domande di storia si basano essenzialmente sull’individuazione di date, molte delle quali risalenti al XX secolo: ricordiamo, però, che tra i requisiti di accesso alla classe A052 non è previsto alcun credito di storia medievale, moderna e né tantomeno contemporanea. Domande, dunque, quelle di storia, a dir poco fuori luogo.

Dopo una breve e ridicola parentesi di geografia, si giunge alle domande di latino. Ed eccolo, subito, l’immancabile errore: si chiede di completare un periodo, tra l’altro tratto dalle lettere di Cicerone ad Attico ( Ad Atticum VIII, 5, 1), e si pone come risposta corretta il pronome personale riflessivo di terza persona “se”, quando è lo stesso testo ad indicare “eum” («etsi solet eum, cum aliquid furiose fecit, paenitere»)!

Dopo una serie di domande di latino che passando da traduzioni istantanee di brevi frasi dall’italian , dall’apofonia indoeropea, a domande di letteratura in cui si chiede l’attribuzione di opere e versi, si arriva alle tanto attese domande di greco.

Domande di grammatica se non semplicissime, quanto meno prevedibili, essenzialmente analisi di forme verbali irregolari ma conosciute sin dal quinto ginnasio. Domande di letteratura, invece, meno immediate e senza dubbio molto particolari tra cui, ad esempio, l’incipit dell’ “Elena” di Euripide.

Tutti i, tempo pochi, spero molti, candidati che avranno superato il test preliminare, dovranno affrontare la prova scritta che consiste in una versione di greco e una di latino. Niente di più giusto per valutare la formazione di un futuro insegnante di queste materie. Peccato, però, che praticamente nessuna università italiana preveda, ormai da anni, un esame di traduzione scritta dal greco e dal latino: una difficoltà non piccola, questa, che costringe uno studente di lettere classiche ad un duro e difficile lavoro da autodidatta.

Un sistema questo che porta, o meglio, dovrebbe portare all’insegnamento scolastico, che, non ci stancheremo mai di dirlo, fa acqua da tutte le parti.

Fonte immagine: http://www.happyblog.it

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