• Google+
  • Commenta
1 luglio 2012

Trovare la strada

Trovare la strada non è forse l’obiettivo di ogni essere umano e in particolar modo dei giovani che sono alla continua ricerca del loro posto nel mondo?

Ogni anno tantissimi studenti affrontano la maturità e tanti altri conseguono il titolo di dottore, ma cosa riserva il futuro per tutti loro? Quale strada intraprenderanno?

Alcuni continueranno a studiare, mentre altri tenteranno con tutte le loro forze di spendersi sul mercato del lavoro, non sempre raccogliendo i frutti di ciò che per tanti anni hanno seminato.

In fondo, è proprio vero che gli esami non finiscono mai. La prova più difficile è riuscire ad ottenere l’indipendenza economica, l’ambizione più grande trovare un’occupazione che soddisfi le proprie aspirazioni e dia valore alle competenze e conoscenze acquisite durante il percorso scolastico-accademico.

Purtroppo trovare la strada giusta per realizzarsi e inserirsi come parte attiva all’interno della società non è cosa da poco. I giovani innamorati del loro Paese spesso sono costretti ad abbandonarlo in cerca di un futuro migliore, di un’opportunità che possa cambiare e dare un nuovo senso alle loro vite.

In Italia la meritocrazia è assente, le imprese cercano personale con esperienza e i concorsi pubblici si rivelano spesso inutili con risultati pilotati. Appare evidente che un Paese con queste premesse possa offrire ben poco ai giovani ambiziosi alla ricerca della svolta che cambierà le loro vite.

Trovare lavoro è un’impresa ardua, per poi non parlare del meridione che vive in una situazione di drammatica staticità. A volte i giovani sono costretti a rinunciare ai propri sogni e alle proprie ambizioni per adattarsi a quello che la condizione attuale offre, altre volte nemmeno questo è sufficiente.

Che cosa resta da fare, allora, a questi milioni di studenti ed ex-studenti?

Volare lontano, emigrare se necessario, ma non smettere mai di credere nei propri sogni. Alle volte, la strada che fa per noi non esiste, bisogna costruirla.

Jean de La Bruyère, infatti, ha detto: “Non c’è strada troppo lunga per chi cammina lentamente e senza fretta; non ci sono mete troppo lontane per chi si prepara ad esse con la pazienza”.

Google+
© Riproduzione Riservata