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4 luglio 2012

Un incontro su “Il culto di San Costantino Imperatore tra Oriente e Occidente”

Un elemento essenziale per una piena comprensione di aspetti caratterizzanti l’identità religiosa e giuridica della Sardegna è rappresentato dal culto di San Costantino Imperatore. Di questa eredità, dovuta principalmente alla permanenza dei monaci orientali, si parlerà in un incontro in programma domani 5 luglio, alle 16.00, in Aula Eleonora d’Arborea, in Rettorato, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza e dall’ISPROM (Istituto di Studi e Programmi per il Mediterraneo).

In apertura sono previsti i saluti del Rettore Attilio Mastino e del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Francesco Sini. Introdurrà i lavori il professor Pietro Paolo Onida dell’Università di Sassari.

A seguire interverranno Cesare Alzati (Università del Sacro Cuore), Pierangelo Catalano (Università di Roma “La Sapienza”), Ioann Ieromonaco (Dipartimento relazioni esterne del Patriarcato di Mosca), Giovanni Lobrano (Università di Sassari), Monsignor Antonio Francesco Spada (Arciprete della Cattedrale di Bosa), Vladislav Zypin (presidente della Commissione storico giuridica del Patriarcato di Mosca). Le varie relazioni approfondiranno le relazioni tra poteri religiosi e istituzioni politiche nel Mediterraneo, nell’ambito del confronto tra le due grandi religioni monoteiste (Cristianesimo e Islam) e due grandi sistemi giuridici (romanista e musulmano).

Il culto di San Costantino risale al periodo della presenza bizantina dove il cristianesimo aveva conosciuto l’influenza orientale (tant’è che l’Imperatore è considerato santo dalla chiesa ortodossa e non da quella cattolica romana). Vi sono numerose testimonianze del suo culto in Sardegna. La più famosa è quella dell’Ardia di Sedilo che per molti riproduce la battaglia di ponte Milvio tra Costantino e Massenzio.

 

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