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10 luglio 2012

Ecco i primi medici Unisa, proclamazione dei primi laureati

Il vestito c’è, le bomboniere anche, la tesi? Quella è pronta ormai da mesi. L’appuntamento? Il 16 luglio.

Ebbene si anche Unisa, il prossimo 16 luglio, alle ore 17, presso l’aula magna V. Bonocore (dopo la discussione delle tesi prevista nella mattinata), avrà i suoi primi laureati in Medicina e Chirurgia Unisa: 16 in tutto.

16 medici il 16 luglio? Sarà mica una coincidenza?  Se nella kabala il numero “16” è sinonimo di cattivo presagio noi preferiamo affidarci alla nostra amata smorfia napoletana e al suo significato che in questo caso è forse il più azzeccato dato che c’è voluta una grande dose di fortuna per superare tutti i problemi che sono insorti in quest’ultimo periodo.

Ma, dopo tante grane, il sogno sta per avverarsi e noi di Controcampus abbiamo voluto vivere questo grande evento intervistando uno dei sedici neo dottori, abbiamo preferito dunque cambiare scenario, dalle responsabilità e contrasti (o meno), amministrativi, accademici e regionali, rispetto alla vicenda della chiusura della facoltà di medicina, ci siamo spostati e dedicati ai veri protagonisti di questo unico evento. I nostri giovani dottori, si raccontano.

Il suo nome è Renato Pascale ha 25 anni, viene da Mercato San Severino e discuterà una tesi in Malattie Infettive dal titolo “Le infezioni del piede diabetico: esperienze cliniche”.

1. Come ti senti ad un passo dalla laurea? Emozionato per il grande passo? Cosa ti sta passando per la testa?

Decisamente si! È un momento che aspettavo da sei anni e ancora non sembra vero essere arrivato alla fine di questo percorso! L’emozione è tanta e anche le cose da fare! I preparativi per ultimare la tesi e preparare la discussione impegnano tanto!

2. Come mai hai scelto di fare medicina? E soprattutto come mai hai scelto proprio l’Unisa e non una delle tante università con decenni di esperienza alle spalle?

La scelta di fare medicina è maturata al liceo, è un mondo che mi ha sempre affascinato molto quindi ero sicuro della strada da intraprendere. Ho scelto Salerno perché l’università è a pochi passi da casa quindi è stata più che altro una scelta “logistica”.

3. Credi che l’Unisa sia riuscita ad offrire il servizio che voi novizi vi aspettavate?

Anche se tra alti e bassi direi proprio di si! è vero ci sono stati diversi problemi nell’organizzazione ma nel complesso la preparazione che ci hanno dato, sia teorica che pratica, è perfettamente comparabile a quella di altre università “antiche”…anzi forse noi primi studenti di Salerno siamo stati anche più “coccolati” in Ospedale e ci è stato permesso di vedere e fare cose che in altre facoltà gli studenti sognano.

 4. Dove si potrebbe intervenire per migliorare l’offerta formativa?

Sicuramente nell’organizzazione del piano di studi e delle sessioni d’esami, ma questo è un problema che purtroppo è comune a molte altre facoltà.

5. Come avete vissuto il problema “ratifica negata” del Ministero della Salute per la vostra facoltà? 

In realtà al di là del “terrorismo” dei giornali il Rettore Raimondo Pasquino ci ha sempre rassicurato in merito alla questione. Speriamo si risolva nel migliore dei modi al più presto, anche in vista delle future Scuole di Specializzazione.

 6. Che ricordi hai di questa esperienza universitaria? Il più bello e il più brutto.

Il più bello è stato sicuramente l’ultimo esame, abbiamo festeggiato tutti insieme, laureandi e professori con spumante e buffet. Un bellissimo ricordo!
Il ricordo più brutto invece è stata la preparazione dell’esame di Anatomia, la tensione per quell’esame è stata tanta ma fortunatamente il risultato è stato ottimo.

7. Cosa  consigli ai tuoi colleghi che hanno appena intrapreso gli studi per la facoltà di medicina e soprattutto cosa auguri a te e ai tuoi colleghi che la settimana prossima sarete proclamati dottori in medicina e chirurgia?

Ai colleghi alle prime armi l’unico consiglio che posso dare è quello di studiare con continuità e tenere duro. I momenti difficili ci sono ma basta non demordere ed andare sempre avanti!
A me ed ai miei colleghi non posso che augurare di proseguire gli studi entrando alle scuole di Specializzazione che ognuno desidera. I test d’accesso sono difficili ed i posti disponibili sono pochi ma sono sicuro che riusciremo a superare anche questo scoglio.

Questo è quello che anche noi di Controcampus auguriamo a tutti i neodottori: In bocca al lupo ragazzi e che Ippocrate sia con voi!

Dora Della Sala

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