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13 luglio 2012

Università lombarde al servizio degli studenti stranieri

Internazionalizzarsi, è questa la parola d’ordine degli Atenei lombardi. A seguito dei numeri diffusi dal Sole 24 Ore, secondo cui le immatricolazioni, così come la percentuale degli studenti laureati che trovano lavoro (53,4% nel 2011 contro il 58,6% del 2008), siano in calo, le Università lombarde hanno posto maggiore attenzione all’internazionalizzazione dei corsi di studio.

In Lombardia, infatti, sono attivi oltre un quarto dei double degree (lauree riconosciute sia in Italia che all’estero) e dei corsi d’inglese, in relazione alla quota nazionale. Un dato importante che pone le Università della Lombardia, specialmente di Milano (tra cui spiccano Bocconi e Cattolica), tra le prime in materia di internazionalizzazione, tra quelle italiane.

Non è solo Milano, però, ad avere il primato in questo campo; come detto, anche altre Università lombarde si stanno facendo valere per l’ottima organizzazione didattica. Un esempio è l’Università di Pavia, che in questi anni ha creato un solido rapporto con le aziende private. Il rettore dell’Università, Angiolino Stella, spiega, dalle pagine del Sole 24 Ore: “Abbiamo istituito corsi magistrali ad alta specializzazione. Un esempio è la laurea in Governance, controllo e revisione, organizzata con Price Waterhouse Coopers. Agli studenti sotto i 27 anni, che sanno bene l’inglese e hanno almeno la media del 26, è assicurata l’assunzione in apprendistato”. Una rassicurazione non da poco, visto il periodo nero che stanno vivendo i tanti giovani neo-laureati.

Tornando all’internazionalizzazione è sempre il Sole 24 Ore a svelare i numeri di questo cambio di pelle delle Università lombarde: dal prossimo anno accademico, 2012/2013, in Lombardia ci si potrà iscrivere a 34 dei 127 corsi d’inglese presenti in Italia e 98 dei 342 double degree. Cifre importanti che danno il senso dell’innovazione che si sta vivendo in questa regione e l’importanza che si da alla collaborazione con l’estero.

Mettersi in pari con le università più importanti d’Europa è diventato, infatti, l’obiettivo principale delle Università, puntando anche sul miglioramento della didattica: assumendo professori stranieri, aumentando la reputazione scientifica, organizzativa e di accoglienza  degli Atenei. È proprio su quest’ultimo aspetto che si stanno facendo grandi sforzi: un esempio è la creazione di Welcome office sempre più professionali, dove è possibile informarsi non solo per quanto riguarda la vita universitaria e gli aspetti burocratici per studiare in Italia ma anche per avere un aiuto nel trovare casa.

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