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15 agosto 2012

Awà: la tribù amazzonica che rischia di scomparire

Viviamo in un Mondo immenso e maestoso. Un luogo pieno di meraviglie e sempre nuove sorprese, essendo in continua evoluzione. Un posto che è nostro compito preservare e salvaguardare proprio perché scrigno di tesori inestimabili. Però le cose non sempre vanno come dovrebbero. Neanche il tesoro più grande sembra potersi opporre al nefasto desiderio di potere e di guadagno dell’essere umano.

Con la globalizzazione tutto è cambiato. Le razze si sono incontrate, scontrate e infine contaminate. Le barriere spazio-temporali sono state abbattute e da uno scontro così violento numerose sono le contraddizioni che ne sono scaturite. Ed è così che sono nati il razzismo, il colonialismo e l’arrivismo imperialista sulle risorse dei nuovi territori.

Ultimo, ma solo sulla carta d’identità, il fenomeno del disboscamento che attanaglia il Pianeta Blu da almeno un cinquantennio e che ancora nel 21esimo secolo sembra non trovare battute d’arresto. Questo fenomeno riguarda, in particolare, il cosiddetto “polmone del Mondo”, ovvero, la Foresta equatoriale dell’Amazzonia in Brasile, la più grande foresta del Pianeta Terra.

Questo straordinario angolo di verde e di ossigeno è da troppo tempo minacciato da coloni, costruttori edili e soprattutto da allevatori di bestiame. Infatti, le migliaia di ettari fino ad oggi disboscati si mostrano come un’infinita landa deserta adibita a pascolo per migliaia di capi di bestiame. In tutto ciò, chi ne paga le conseguenze è, indirettamente, ognuno di noi che si ritrova di giorno in giorno con un albero in meno e un po’ di anidride carbonica in più ma, soprattutto, chi ne è colpito direttamente, ovvero, chi quella foresta la chiama “casa”.

Centinaia sono le specie animali che vivono in quel delle amazzoni e con loro una delle ultime tribù rimaste incontaminate, o quasi, dal contatto con l’esterno. Questa tribù prende il nome di Awà e la Foresta dell’Amazzonia è casa loro. Ci vivono da sempre. La conoscono intimamente. In essa e grazie ad essa vivono preservando intatta la loro identità indigena. La foresta da loro tutto ciò di cui hanno bisogno. La selvaggina, cacciata con grandi archi fatti a mano, e i prodotti del sottobosco sono il loro sostentamento; i torrenti che attraversano la foresta la loro riserva d’acqua; gli spiriti della foresta il motivo del loro credo spirituale; il cielo stellato il loro tetto; il manto erboso delle valli il loro letto. Vivono in totale simbiosi con la foresta e i suoi abitanti. Rispettano profondamente la foresta e gli animali che con loro la condividono, al punto che essi non sono considerati semplice cibo ma un vero e proprio dono che la foresta ha concesso loro. Tanti sono i casi di cuccioli di scimmia rimasti orfani che sono stati allattati dalle donne Awà.

Il popolo Awà è da sempre nomade. Lo è per tradizione. Per scelta. Per identità. Ma adesso il loro nomadismo è stimolato da cause del tutto innaturali. La foresta amazzonica non offre solo legna e pascoli. Numerose sono le risorse minerarie site nel cuore del Brasile, di ferro in particolare. Tutti questi tesori, custoditi in questo immenso e incontaminato territorio, fanno gola a troppi. In passato eclatante fu il caso di una tribù minacciata nel territorio amazzone, gli Yanomami. In quel caso l’intervento del Governo permise di salvarli. Oggi un’altra tribù è seriamente minacciata e si tratta proprio degli Awà. Numerosi sono i componenti della tribù in fuga e sempre più estremi sono i luoghi in cui essa è costretta a spostarsi a causa dell’avanzare della macchina distruttrice dell’usurpatore straniero.

La situazione è complessa ma non per questo disperata. Fare qualcosa si può. Anzi, si deve. Associazioni e organizzazioni come Survival International si battono per preservare lo straordinario patrimonio rappresentato dalla Foresta dell’Amazzonia e per permettere a tribù come gli Awà, definita “la tribù più minacciata del Mondo”, di continuare a vivere liberamente nella loro casa. Ma anche noi comuni mortali possiamo dare una mano partecipando alla campagna promossa da Survival, donandole una piccola cifra o più semplicemente condividendo un messaggio da recapitare al Ministro della Giustizia brasiliano affinché si interessi ad una causa così importante, il tutto a questo link .

Fare qualcosa si può, si deve ed è necessario farlo insieme, uniti e convinti

(Fonte immagine: “www.terraemadre.com”)

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