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11 agosto 2012

Bocciati, promossi o rimandati? Non solo gli studenti, ma anche gli istituti

Si sa, nella vita da studente non esiste momento più temuto dell’arrivo della famigerata pagella: si è stati bocciati? Si ha qualche debito? Oppure anche per quest’anno si è riusciti a salvarsi? Nel prossimo futuro, però, potrebbero non essere più i soli studenti a trattenere il fiato nell’attesa delle valutazioni. Difatti, il Consiglio dei Ministri ha avviato l’esame preliminare dello schema di Dpr che ridisegna il “Servizio nazionale di valutazione”, proponendo di espandere le schede di valutazione anche ai singoli istituti.

Il “regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione” introdurrà quindi delle vere e proprie pagelle che, attraverso un sistema di valutazione basato su tre elementi differenti, saranno in grado di verificare la situazione e l’eventuale miglioramento, o peggioramento, di ognuno degli oltre 9mila istituti italiani. Ad occuparsi delle “pagelle” saranno l’Invalsi, l’istituto che attualmente si occupa dei test di valutazione degli studenti, l’Indire, che segue la formazione degli insegnanti, e un nucleo di valutazione esterno. Il ruolo fondamentale sarà giocato dall’Invalsi, che dovrà definire quali saranno gli standard di efficienza per professori e scuole, stilando poi un rapporto periodico sulle basi delle diverse valutazioni.

Attraverso un sistema di autovalutazione, quindi, i dirigenti scolastici dovranno preoccuparsi di redigere dei rapporti in cui venga preso in considerazione, per la prima volta, anche il “valore aggiunto”, cioè l’eventuale miglioramento o peggioramento dell’istituto. Un ispettore e due dirigenti inviati dall’Invalsi valuteranno inoltre la scuola, affidando dei bonus economici solo a quegli istituti che avranno provato di essere in grado di seguire gli studenti ed aiutarli a migliorare nel corso del periodo scolastico. Inoltre, si avrà anche un occhio di riguardo per l’innovazione: l’Indire infatti si occuperà di favorire l’uso di nuove tecnologie nell’ambito didattico.

Oltre a questo, il Ministro Profumo ha inoltre proposto che i test di valutazione vengano aumentati, e che le rilevazioni vengano fatte in II e V elementare, I e II media, II superiore (come già accade) e anche in V superiore, anche se in questo caso non è stato ancora specificato se in sede di esame di maturità o in altri momenti. Un rivoluzione abbastanza radicale quindi, che ha portato molti a chiedersi quanto andrà a pesare sulle casse dello Stato. Da questo punto di vista, il Ministro ha prontamente specificato che ogni riforma avverrà “nell’ambito delle risorse disponibili”. In ogni caso, tutte le valutazioni dovranno essere resi pubbliche in un “clima di trasparenza”.

Per ora, comunque, quella del Consiglio dei Ministri rimane solo una proposta, che dovrà passare dal Consiglio di Stato, dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione, alla Camera, al Senato e poi ritornare a Palazzo Chigi per l’approvazione definitiva. Potrebbe quindi ancora succedere di tutto, anche perché, benché Confindustria ed Unione Presidi siano d’accordo, i sindacati sono ancora divisi. Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl Scuola, ha affermato: “Pur con aspetti da approfondire e precisare meglio, l’impianto del regolamento che ci è stato presentato ci sembra apprezzabile”, e dello stesso parere è anche Uil, mentre la Cgil non è affatto soddisfatta. “Un regolamento troppo schiacciato sull’Invalsi, che lascia poco spazio all’autovalutazione” ha infatti dichiarato il segretario Cgil Scuola Mimmo Pantaleo. “Ben venga la valutazione delle scuole, ma crediamo sia necessario aprire un confronto ampio, non subire una decisione unilaterale».

 

Immagine tratta da http://www.corrierenazionale.it

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