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20 agosto 2012

Fukushima e le farfalle mutate geneticamente

Allarme a Fukushima: le farfalle hanno subito mutazioni genetiche e mostrano ali più piccole, zampe più lunghe e antenne e colori del tutto anomali.

Poco più di un anno fa il Giappone veniva colpito da uno tzunami che, per la violenza con cui si era riversato su alcune citta, provocò un irreversibile danneggiamento ai sistemi di raffreddamento di sei reattori della centrale nucleare di Fukushima, i quali furono infine spenti con dell’acqua i mare per evitare la fusione.

Nonostante i tentativi di arginare il danno, però, pochi giorni dopo vi furono delle esplosioni che comportarono la temuta fusione per ben 3 dei 6 reattori, e decine di migliaia di persone furono sfollate per questioni di sicurezza.

Sei mesi fa l’allarme rientrava e la TEPCO, la società energetica responsabile della centrale, dichiarava sollevata: “Fukushima è stabile“.

Ma, data la nuova scoperta ad opera di un team di ricercatori giapponesi, non si direbbe: varie specie di farfalle presenti nelle zone limitrofe a Fukushima hanno subito gravi mutazioni genetiche .

Arata Yamamoto ha riferito alla NBC News la ricerca effettuata dall’Università delle Ryukyu – prefettura di Okinawa – su 144 esemplari di farfalle due mesi dopo lo tzunami, raccontando che il 12% degli esemplari riportava antenne sfigurate, ali fortemente rimpicciolite, colorazioni anomale.

Sei mesi dopo la percentuale di farfalle mutanti, stavolta su un campione di 238 esemplari, era aumentata di ben 16 punti percentuale, sfiorando il 28%.

Per verificare che la causa derivasse direttamente dalle alterazioni provocate dalle fusioni dei reattori, il team ha effettuato un esperimento su farfalle sane provenienti da altre parti del Giappone, nutrendole di foglie raccolte nelle zone circostanti la fusione. Dopo qualche tempo i risultati erano i medesimi riscontrati nelle farfalle mutanti: ali microscopiche, tassi di mortalità sconvolgenti, zampe più lunghe del normale, colori mai visti in precedenza.

Gli studiosi considerano il comportamento delle farfalle come un ottimo indicatore della qualità di un determinato posto, dato che è possibile trovarle praticamente in ogni tipo di ambiente.

Il professore Joji Otaki, dell’università delle Ryukyu, ha dichiarato, alla stampa giapponese, preoccupato che «dal momento che le farfalle hanno subito queste mutazioni, è facile immaginare che altre specie possano aver subito altri effetti. Qualcosa è andato storto nell’intero ecosistema».

E in effetti, se è vero che le farfalle, essendo diffuse in ogni ambiente del Giappone, risultano essere – anche secondo gli studiosi- degli ottimi indicatori di qualità dei luoghi, la questione, o meglio l’alterazione che si è verificata, non è da sottovalutare: l’intero ecosistema potrebbe aver subito un impatto molto forte.

“Di certo, però – ha specificato Otakiogni specie reagisce diversamente a vari livelli di radiazioni, quindi è troppo presto per trarre conclusioni riguardo le persone che vivono nella zona. “

Dovranno studiarsi le future generazioni di quelle farfalle, per misurare e analizzare i cambiamenti e gli effetti dell’esposizione ai diversi livelli di radiazione sulle farfalle stesse.

Intanto, per chi volesse approfondire la notizia, che per quanto inerente le farfalle induce ad aggrottare le sopracciglia, si può leggere integralmente lo studio su Nature.

Fonte Immagine: www.livejournal.com

 

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