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11 agosto 2012

Miti di San Lorenzo: chi sono e cosa sono le lacrime del 10 agosto

I miti di San Lorenzo
I miti di San Lorenzo

I miti di San Lorenzo

Ecco chi sono e cosa sono i miti di San Lorenzo!

Dalla leggenda alle scienze, lo sciame meteorico delle Perseidi

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi/ sereni, infinito, immortale,/ oh! d’un pianto di stelle lo inondi/ quest’atomo opaco del Male! Così Pascoli cantava la notte di San Lorenzo appena trascorsa.

Una notte dove le lacrime di Lorenzo, unite alle scintille del suo martirio, si dice ricadano sulla terra ad avverare desideri.

Uno dei miti di San Lorenzo, quello delle lacrime, che va a colorire quella che è già una metafora: le stelle cadenti. Miti e metafore si susseguono allora per dipingere quel fenomeno d’indiscutibile fascino e, soprattutto, per cogliere quella sensazione di essere, per una notte, toccati dal cielo.

E per la verità questo non è l’unico dei miti di San Lorenzo che accompagna il racconto della vita del celebre diacono di Roma. Le storie in merito al suo martirio (il 10 agosto del 258 d. C), e quindi al suo supplizio sulla graticola, sono tante. Una delle più celebri è certamente quella scritta da Ambrogio nel suo De Officiis Ministrorum in cui ritroviamo la celebre frase: Assum est… versa et manduca: “sono cotto da questa parte… girami dall’altra e poi mangiami“.

Ecco chi sono i miti di San Lorenzo: la leggenda delle stelle cadenti e delle lacrime del 10 agosto

Di un totale desiderio di sacrificio, Lorenzo si narra che così avesse schernito i suoi aguzzini; con lo stesso ardore con cui supplicava il suo vescovo di poterlo seguire sul rogo. “C’era fra loro una gara, veramente degna d’essere combattuta da un vescovo e da un diacono – scrive sempre Ambrogio – tra chi per primo dovesse soffrire per Cristo”. E, forse per via di questo racconto ambrosiano nel Medioevo si diffuse la leggenda secondo cui il suo corpo fosse stato fatto a pezzi subito dopo il tremendo supplizio e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia.

Come spesso accade, e non solo negli eventi legati alla sfera religiosa, ricostruzione storica e miti di San Lorenzo qui s’intrecciano. Quasi come se l’inverosimile diventasse fondamento di verità: segno dell’impossibilità di un “dire le cose come sono andate” che però non impedisce di raccontarle in verità. Ed è forse perché la narrazione non è mai copia degli eventi, né tantomeno il linguaggio uno specchio imparziale, che riusciamo a sentire in queste storie l’eco di qualcosa che va oltre la fiaba: un suono perso nel labirinto dei secoli che ci fa sperare di poter legare il nostro destino a quello che sappiamo essere un semplice frammento cosmico.

Dai miti di San Lorenzo alla scienze e sciame meteorico delle Perseidi

Perché, al di là del mito, è lo sciame meteorico delle Perseidi quello a cui viene associato il fenomeno delle stelle cadenti: un insieme di frammenti di piccoli sassi della nebulosa proto-planetaria e di residui delle code delle comete che, incontrando l’orbita della Terra, crea quella scia luminosa detta “stelle cadenti”.

Questo sciame di meteore, inoltre, e senza nulla togliere ai miti di San Lorenzo è già ben visibile dallo scorso 15 luglio e continuerà ad esserlo fino al 24 agosto. Almeno per quest’anno, causa anche le fasi lunari, il miglior momento per tentare di esprimere il fatidico desiderio non è stato il 10 agosto bensì le tre notti a seguire: secondo astrologi e meteorologi le osservazioni più nitide saranno infatti possibili alle ore 2 della notte del 13 agosto.

Un po’ di scienza, allora, per essere sicuri di accaparrarsi almeno un desiderio, e un po’ di mito per alimentare quel tanto di credenza che basta a lasciarci per ore con il naso all’insù. E se il desiderio non si avvera? Beh, non serve perdere la speranza, forse quella solamente “non era una Lacrima di Lorenzo“. Molti sono difatti gli sciami meteorici che illuminano le nostre estati (e non solo): dalle Delta Aquaridi alle Aquilidi, visibili dal 12 luglio fino 15 agosto; dal 3 luglio sino a Ferragosto ci sono poi anche le Alpha Capricornidi ad illuminare il cielo seducendo la nostra immaginazione. E si potrebbe andare avanti: questi sono solo i più facili da vedere grazie alla loro maggiare intensità.

E comunque si può sempre ritentare. Dopotutto, il 24 agosto è ancora lontano e, male che vada, perdersi per qualche ora in un chissà dove del cosmo rimane sempre un buon premio di consolazione.

Selene Parigi

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