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30 agosto 2012

Il caso dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli: ma dove sono le 7 Università campane?

Negli ultimi giorni si è molto parlato del caso della biblioteca dell‘Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, un immenso patrimonio culturale che rischia di marcire in un capannone situato a Casoria, nell’hinterland napoletano.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’intimazione di sfratto che ha convinto l’avvocato Gerardo Marotta a gettare la spugna e a rendere nota una situazione che fino a quel momento ai più era sconosciuta. L’avvocato, negli anni, ha speso gran parte del suo patrimonio derivante dall’attività professionale svolta, ha venduto preziosi beni di famiglia per fronteggiare le richieste dei creditori, e tutto questo perchè aveva avuto precise garanzie dall’Amministrazione regionale sulla costruzione di una biblioteca per l’Istituto.

Ma – come spesso accade in questi casi – le promesse sono rimaste tali ed ecco che è scoppiato il caso. Ora la cosa più importante è salvaguardare i circa 1600 volumi, un patrimonio stimato 10 milioni di Euro, una vera miniera d’oro per studenti, ricercatori e docenti universitari che sono sempre stati attratti dalla grande disponibilità dei testi, oltre che dal loro elevato tasso culturale.

E si sa che in Italia finchè non scatta l’emergenza, nessuno si attiva per risolvere problemi del genere: meglio vedere che succede, poi se la situazione si fa critica, ecco che parte la gara della solidarietà – nobilissima peraltro – però, non vi dice nulla la parola “prevenzione”? Probabilmente, non dà le stesse emozioni e la stesso grado di riconoscenza.

Quindi, una volta che il caso è diventato mediatico – facendo anche il giro del mondo – ecco che sono arrivate le proposte d’aiuto da parte delle istituzioni. Diversi sindaci di comuni che si trovano nella periferia napoletana hanno offerto delle strutture che a loro avviso possono ritenersi idonee per ospitare almeno una parte dei 1600 volumi dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

Colpisce una proposta che arriva addirittura da un’altra Regione, la Basilicata, e in particolare dal primo cittadino di Matera che mette a disposizione alcuni immobili per ospitare l’immenso patrimonio culturale dell’Istituto napoletano.

E colpisce per altri motivi la proposta che arriva dal parlamentare dell’Italia Dei Valori Franco Barbato, il quale non è di certo noto per il suo linguaggio forbito, nè per i suoi comportamenti irreprensibili nell’Aula di Montecitorio.

Barbato ha annunciato: “Noi parlamentari riceviamo soldi per il mantenimento del rapporto nel collegio tra l’eletto e gli elettori. Visto che l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli produce “anticorpi” per salvare la civiltà, ben venga che ciascun parlamentare campano metta a disposizione almeno 1000 Euro a sostegno di questa fondamentale realtà culturale.”

Quindi, appena riprenderanno i lavori parlamentari agli inizi di settembre, l’On. Barbato si farà promotore di questa proposta di legge a tutela dell’Istituto napoletano: 1000 Euro da parte di ogni parlamentare originario della Campania per realizzare un fondo cassa a sostegno dell’Istituto.

Saranno le sue origine campane, sarà che nell’aria già incomincia a sentirsi profumo di elezioni, ma l’idea del dipietrista Barbato ci sembra buona e pare che addirittura anche deputati di altre regioni siano pronti a dare il loro contributo.

Ma la proposta più accreditata sembra essere quella dell’ex Ministro Gerardo Bianco, il quale ha individuato una serie di strutture nel territorio irpino che potrebbero concretamente ospitare tutto il patrimonio culturale dell’Istituto.

Ma la cosa che ci fa riflettere, oltre a tutto a quello che si è detto è: ma dove sono le 7 Università campane in tutto ciò? Le 5 Università di Napoli (Federico II, S.U.N., Parthenope, L’Orientale e la Suor Orsola Benincasa), l’Università di Salerno e l’Università del Sannio non ritengono che loro per prime dovrebbero offrire un contributo per la salvaguardia della cultura in Campania? In fondo non stiamo parlando di una cantina e di bottiglie di vino, ma di una biblioteca e quindi di libri.

 

Immagine tratta da “Share.dschola.it”

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