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5 agosto 2012

Riforma del lavoro: assunzioni con contratti atipici

Secondo i dati esposti da UnionCamere nell’indagine Excelsior, nell’ultimo trimestre su nuovi assunti dalle imprese italiane (in totale 159 mila), soltanto il 19,8% è a tempo indeterminato.

In particolare, si avranno 42 contratti atipici ogni 100 contratti di assunzione diretti e 25 contratti di lavoro non dipendente ogni 100 contratti di lavoro dipendente.

L’avvocato Tommaso Dilonardo, presidente e fondatore dell’Osservatorio Work in Progress, spiega così la situazione: «Questi dati sono la dimostrazione di come la riforma del lavoro non sembra aver raggiunto gli obiettivi prefissati: purtroppo al momento il precariato resta l’unica soluzione delle imprese per assumere in un periodo tanto difficile. Prima della Riforma secondo una ricerca condotta nel mese di giugno, il 73% degli imprenditori aveva sospeso le assunzioni in attesa di maggiore chiarezza, inoltre il 70% delle aziende auspicava una riforma idonea a ridurre i costi del lavoro e a introdurre incentivi, fiscali e no, alle assunzioni (60,9%)».

Secondo l’Osservatorio la Riforma avrebbe aumentato i costi per le imprese e il precariato per i lavoratori. Secondo Dilonardo, l’unica soluzione sarebbe quella di ridurre abbondantemente il costo del lavoro per i nuovi assunti non precari.

Così precisa: «Sempre secondo la nostra indagine il 31% degli imprenditori dichiara di poter considerare l’assunzione a tempo indeterminato, ma a fronte di agevolazioni fiscali».

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