Rosa Perrotta da studentessa a Velina di Striscia La Notizia

Redazione Controcampus 8 Settembre 2012

Fino a qualche anno fa essere belle, avere un corpo da passerella, essere in grado di "emettere" sorrisi all'occorrenza rappresentavano sicuramente le "dotazioni" must e soprattutto le "sufficienti" per accedere al vasto mondo della televisione italiana e del varietàLe news e curiosità sui giovani e le loro aspirazioni anche sulla Fan Page CCÈ ben noto che, per addentrarsi nel variegato universo delle soubrette, non erano richieste di certo grosse competenze o un curriculum vita e studiorum con tanto di lode o magari delle esperienze pregresse di lavoro.

Nella fattispecie, al massimo, poteva essere interessante per  il selezionatore, il “possesso” di un’evidente chilometrica gamba, di un giro seno di tutto rispetto e di alcun skill “unici” come: saper mantenere per ore un sorriso, riuscire a guardare una telecamera senza grossi imbarazzi.

Talvolta anche gradita la capacità di sapere fare qualche passo di danza o riuscire a dire, se necessario, alcune magiche paroline come “buona sera”, “a domani”, “a dopo la pubblicità”, possibilmente senza far trapelare una specifica origine regionale o una cadenza provinciale.

La storia della Mediaset e della Rai, infatti, è stata caratterizzata per anni da belle e giovani donne gradualmente sempre meno vestite ma, in compenso, sempre più brave a girare caselle (si pensi alla Barale), ad affiancare anchorman con mille taciti sorrisi, a portare premi o a fare piccoli stacchetti post-réclame.

Alle letterine, letteronze, schedine, microfonine, cucuzzine e meteorine non servivano e non erano sicuramente richiesti anni di studio per avviarsi alla carriera televisiva: in fondo avevano già provveduto madre natura e mamma e papà a conferire alla giovane aspirante soubrette gli opportuni “soft skill”!

Ma è ancora così? Possiamo essere certi che oggi la situazione sia inalterata? Il mondo della televisione, nell’ultimo decennio soprattutto, ha sicuramente fatto degli importanti passi avanti, da molti spesso visti, al contrario, come vere e proprie regressioni qualitative.

Nel bene o nel male, è evidente il cambiamento che mamma-tv ha subito ultimamente, un’evoluzione graduale e, che chi scrive, ritiene spesso preoccupante. Oggi la situazione è eclatante: la televisione e ció che viene “propinato”, raccogliere sempre meno consensi soprattutto da parte di quanti ritrovano un tempo in essa ancora qualcosa “di buono”: un oggetto meno soprammobile, uno strumento da cui attingere frammenti di cultura, dove apprendere utilità, comoda per essere velocemente informati e perchè no, per maturare anche un sano spirito critico.

Ma anche il mondo delle giovani donne alle prese con la carriera televisiva sta provando a cambiare o forse, sarebbe più opportuno dire, sono loro stesse che stanno cambiando. Sicuramente sarà capitato a qualche lettore, facendo zapping, di soffermarsi su qualche programma di “selezione di bellezze”.

Se prima, dalle loro interviste era facile intuire l’obiettivo prioritario di queste ragazze, cioè unicamente quello di arrivare in tv, accontentandosi anche della sola terza media come titolo di studio ultimo, oggi ci si può facilmente render conto, guardando programmi di questo tipo, del cambiamento che si è verificato in questo specifico ambito dello spettacolo.

Giovani, belle, ma capaci anche di ballare, recitare, cantare e suonare e non solo: oggi sono anche colte e spesso laureate.

Rosa Perrotta da studentessa a Velina: una giovane studentessa con il sogno di Velina

A tal proposito, e a testimoniare questo “possibile” cambiamento di rotta di questo specifico ambito della televisione italiana, Controcampus ha incontrato Rosa Perrotta, giovane salernitana che lo scorso settembre si è felicemente laureata triennale in economia presso l’Università degli studi di Salerno e che ha partecipato con successo alla selezione di canale 5 per il programma televisivo “Veline” 2012.

Rosa racconta ai nostri lettori la sua esperienza televisiva, il suo inedito incontro con il mondo dello spettacolo e soprattutto dei suoi sogni da neolaureata.

Rosa, come nasce l’idea di partecipare alla selezione per il programma televisivo “Veline”?

L’idea di partecipare a Veline non nasce proprio da me ma da una mia amica di Napoli che mi chiese di accompagnarla al casting e mi incoraggiò a farlo.

Quale impressione ti ha fatto il mondo della televisione e delle potenziali “veline”?

“Mi è sembrato tutto abbastanza trasparente, il programma è molto curato. Ti seguono in tutto… L’accoglienza è delle migliori. Per qualsiasi problema puoi rivolgerti alle ragazze dello staff che sono sempre a tua disposizione. Gli autori sono molto cordiali e simpatici”.

Invece cosa ti ha particolarmente colpito della tua esperienza con lo specifico programma televisivo?

“E’ stato bello conoscere tante ragazze di tutta Italia; è stato molto divertente. Come ho gia detto mi ha colpito l’accoglienza che ci hanno riservato, il modo in cui ci hanno seguito e la cordialità di tutto lo staff Mediaset.

Dal sogno alla realtà: chi è Rosa Perrotta e cosa vuole fare da grande

Tornando al mondo “più terreno”: cosa sognavi o cosa ancora sogni di fare “da grande”? Tu sei laureata in economia, direi una grande sterzata qualora vincessi la selezione finale.

“Si, sono laureata in economia e da grande vorrei lavorare nel mondo della moda. Lavorare per una  rivista di moda di quelle internazionali sarebbe il mio sogno o anche curare il marketing di una grande griffe… Veline è un gioco ed è questo lo spirito con cui io ho preso quest’esperienza, con la massima leggerezza e serenità… senza mai perdere di vista gli obiettivi importanti della mia vita.

Cosa pensi dello Spending Review e dell’aumento della tassa regionale che ha ovviamente colpito anche l’università dove tu ti sei laureata?

Rosa Perrotta: Lo SPENDING REVIEW va bene, c ‘è molto spreco di denaro pubblico nel nostro paese… ma non toccate l’università. Non è così che si esce dalla crisi. La ricerca va incrementata soprattutto in un momento di crisi e l’aumento delle tasse scoraggia tutti gli studenti ,me compresa. I fondi in arrivo dallo Stato sono in calo da anni. E alla fine, per non chiudere bottega, le università potranno aumentare le tasse agli studenti. E’ deludente.

Perchè Rosa Perrotta da studentessa vuole diventare Velina

“Di ragioni per lanciarsi nel mondo della tv non ne saprei dare tre, però posso dirti che i compensi sono molto appetibili”.

Tre buoni motivi per iscriversi a economia presso l’Università degli studi di Salerno

Rosa Perrotta:Il campus è ben organizzato, i docenti sono molto disponibili, la struttura risponde a svariate esigenze (biblioteca, piscina, mensa…)

Una buona velina oltre ad essere bella, a saper ballare e ad aver un bel sorriso sempre pronto all’occorrenza, deve anche…

Rosa Perrotta:… avere una forte personalità da affermare sempre. Da Controcampus un grazie speciale a Rosa Perrotta per la sua disponibilità

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto