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30 settembre 2012

In laguna nasce il Distretto della Ricerca Veneziano

Più di mille ricercatori, duemila dipendenti e una “borsa” di 50 milioni di euro l’anno spendibili in progetti innovativi. E’ la carta d’identità del neonato Distretto della Ricerca di Venezia, un think thank nato in laguna  grazie a una rete di convenzioni che unisce la forza di 15 enti di ricerca e promette crescita economica, occupazione e sviluppo per la città.

La sinergia, presentata ieri nel salone del Rettorato dell’Università Ca’ Foscari è il risultato della Carta degli Impegni per la Ricerca Scientifica firmata un anno fa nell’ateneo veneziano durante la celebrazione della Giornata Mondiale Unesco della Scienza.

La promessa era quella di creare una piccola «repubblica del sapere e della ricerca» che impegnasse 15 enti di ricerca ad avviare una collaborazione in nome dello sviluppo di progetti di ricerca congiunti, scambi di ricercatori, attività didattiche comuni.

Per il Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro «non c’è occasione migliore della Notte europea dei ricercatori – spiega – per presentare alla città di Venezia il Distretto della ricerca che insieme a quello della produzione culturale può costituire un pilastro per la crescita economica del capoluogo lagunare».

Non solo turismo dunque, il progetto infatti si pone quattro obiettivi. Collaborare per essere competitivi a livello europeo nel partecipare ai bandi per progetti di ricerca ed ottenere i relativi finanziamenti. Favorire crescita e occupazione del territorio. Ma anche costituire un Erasmus veneziano, dando la possibilità agli studenti e docenti universitari di sfruttare occasioni formative promosse dagli enti di ricerca veneziani.

Infine rendere Venezia un campus internazionale. «Una settimana fa – continua – ho detto che Venezia può rilanciarsi attraverso il distretto della produzione culturale, sul quale stiamo iniziando a lavorare. Sull’altro pilastro alternativo al turismo, cioè la ricerca, siamo molto più avanti».

Le convenzioni di collaborazioni già siglate dall’ateneo  con enti e istituzioni veneziane che svolgono attività scientifica e di ricerca sono già dodici (IUAV, Accademia di belle arti, conservatorio Benedetto Marcello, Studium Generale Marcianum, VIU, CNR Ismar, Consorzio Venezia Ricerche, IRCCS San Camillo, EIUC, Fondazione Eni, Fondazione musei Civici e Fondazione Pellicani), con altre due (Corila e Climate Policy Initiative) in arrivo entro la fine dell’anno.

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