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9 settembre 2012

Infermieristica ritorna a Tortona

Per l’Università del Piemonte Orientale, la mattina del 6 settembre è cominciata con un’ottima notizia, firmata Adnkronos: «Gli studenti che supereranno il test di ingresso per accedere al corso di laurea di Infermieristica, in programma l’11 settembre a Novara, potranno scegliere Tortona come polo formativo». Arriva finalmente a un esito  definitivo l’epopea del polo distaccato di Tortona, in parte già auspicato nei giorni precedenti dal rettore Paolo Garbarino: in un’intervista rilasciata a oggicronaca.it aveva infatti dichiarato che «la decisione verrà ufficializzata entro una settimana, ma posso dire fin d’ora che al 90% le iscrizioni per il nuovo Anno Accademico verranno aperte».

Ripercorriamo gli eventi che hanno rimescolato le carte degli infermieri del polo tortonese. 

Il conflitto tra Università e il comune di Tortona esplode quando questo si rifiuta di versare i 100mila euro di retribuzione dovuti a due ricercatori universitari, come da protocollo d’intesa sottoscritto dalla giunta Marguati (6 dicembre 2007).  Con questo protocollo, e con la convenzione del 12 marzo 2008, entrambi firmati da Università, Comune e Asl, alla creazione di una nuova sede del corso di Infermieristica a Tortona si sarebbe dovuto accompagnare il finanziamento, da parte del Comune e dell’Asl, di 4 posti per i ricercatori universitari. Dopo una discussione che si è trascinata per mesi, durante la quale ogni parte accusava l’altra di ritardi e scorrettezze, l’Università “Amedeo Avogadro” è passata alle maniere forti, facendo  causa al Comune e chiudendo le nuove iscrizioni.

Lo scorso giugno gli studenti del corso di Infermieristica hanno preso in mano la situazione, organizzando proteste contro l’imprevista e imprevedibile chiusura, arrivando fino «all’interpellanza in consiglio comunale del consigliere Stefanella Ravazzi e ala presentazione di ben 1.583 firme». Con il contributo dell’assessore Stefano Galvani, gli universitari avevano inviato il 6 giugno una lettera all’Università, al comune di Tortona e alla sede dell’Asl, in cui, con toni molto pacati e positivi, senza ombra di accuse o rinfacciamenti, semplicemente sollecitavano le parti al dialogo: «Siamo orgogliosi di vivere e studiare in questa città nella quale stiamo investendo tutte le nostre risorse, con il sostegno delle nostre famiglie, nell’intento di costruire un futuro su questo territorio. Chiediamo dunque la Vostra cortese disponibilità ad un incontro, con tutti noi, al fine di un dialogo che ci permetta di avere chiarezza in merito».

A fine giugno il rettore Garbarino aveva risposto a sua volta con una lettera indirizzata ai suoi preoccupati studenti, chiedendo loro in breve di pazientare: «Mi preme anche dichiarare che qualora i difensori del Comune chiedano all’ Avvocatura dello Stato un incontro delle parti per discutere del problema e riaprire il dialogo, l’ Università è pronta a sedersi al tavolo della trattativa per cercare una soluzione rispettosa dei propri diritti e che vada incontro alle richieste degli studenti. Certi che comprenderete la serietà ma anche la doverosa fermezza della posizione dell’ Ateneo».

Nel frattempo, gli studenti erano riusciti ad ottenere l’intervento dell’assessore allo sport Mario Galvani, che auspicava il rapido pagamento di almeno il 50% di quanto dovuto all’Università.

A fine agosto  tuttavia si era ancora in alto mare, tanto che tortonaonline.net poteva titolare un suo articolo “Niente posti per infermieri”: «a Tortona i posti disponibili sono pari a zero, a nulla è valso il lavoro del ministro della salute [Renato Balduzzi] per ottenere 30 posti da assegnare a Tortona, infatti questi sono stati distribuiti tra le altre sedi, decretando così una chiusura “ufficiosa” del corso».

Fortunatamente, per quanto non si sappia ancora nulla su un eventuale pagamento del debito maturato nei confronti dell’Università, la riapertura del corso è stata annunciata e in breve diffusa da quasi tutte le testate giornalistiche e le agenzie di stampa italiane. I futuri infermieri del Piemonte possono quindi dormire sonni tranquilli, almeno finché non riceveranno l’esito del test d’ingresso al corso.

(fonte immagine: cittachevive.wordpress.com)

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