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22 settembre 2012

La scuola a rischio estinzione

Attenzione la scuola rischia l’estinzione! Probabilmente quella italiana non è in grado di adattarsi all’ambiente che la circonda e pertanto resta un fanalino di coda nel mondo.

Tra qualche anno potrebbero non esistere più i vecchi edifici scolastici, rimpiazzati con qualche altra trovata geniale da parte della politica. Magari un giorno gli studenti italiani si sveglieranno e recandosi presso le scuole troveranno un cartello con l’annuncio “La scuola è chiusa“, solo che non sarà un avviso temporaneo, potrebbe trattarsi dell’estinzione degli edifici scolastici.

Se, infatti, si pensa ai continui tagli al personale, ai costi dell’edilizia e a quelli relativi al mantenimento di queste strutture, si potrebbe facilmente immaginare un solo futuro per la scuola: l’estinzione.

La parola estinzione però non deve far pensare ad un eliminazione del servizio scolastico, ma ad un suo completo e profondo rinnovamento. In un nuovo futuro, l’educazione potrebbe avvenire completamente online sfruttando servizi e-learning.

In fondo, istituzioni poco affidabili e poco interesse manifestato nei confronti delle giovani menti, unica speranza per un futuro diverso, sono forse le cause che stanno portando alla deriva un sistema scolastico sempre più provato dalle riforme e dai tagli alla cultura.

Oggi in Italia si taglia su tutto e tutti, non si guarda in faccia nessuno e la meritocrazia è solo una bella parola che resta utopia. Vale così poco la cultura?

Libri troppo costosi, scuole affollate, studenti distratti e professori assenti. Questa è la scuola italiana. Si fa tutto nelle scuole meno che formazione. Il tempio della cultura si è trasformato in un parcheggio per ragazzi. Non c’è più amore verso i libri, per la poesia, l’arte e la letteratura. Tutto ruota intorno a tecnologia e consumismo.

La conoscenza, unica, vera meta a cui dovrebbero tendere tutti gli studenti del mondo, viene messa in secondo piano,  in Italia, e a pagarne le conseguenze saranno gli stessi ragazzi che un giorno si ritroveranno impossibilitati a inserirsi nel mondo del lavoro.

Una grossa percentuale degli studenti italiani non ama la scuola né tanto meno studiare. Lo studio per questi ragazzi è sinonimo di sacrificio, un’imposizione da parte di qualcuno, un dovere a cui adempiere obbligatoriamente.

Cambiano i ministri, le riforme, gli esami di stato, eppure l’efficacia e l’efficienza della scuola resta sempre la stessa, nulla se paragonata agli altri Stati del mondo.

Il sapere è la leva che può risollevare il mondo.

Charles Darwin ha detto:  “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento”.

 

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