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3 settembre 2012

Una cattiva alimentazione riduce la produttività sul lavoro

Alimentazione e rendimento lavorativo sono legati tra loro, eccome. Una ricerca pubblicata dal Business New Daily testimonia che in caso di dieta sana, anche il rendimento sul lavoro ne trae giovamento. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo in evidenza il legame tra produttività professionale e regime alimentare, sottolineando che mangiare in modo sano e corretto permette di essere più efficienti sul lavoro.

Mentre, mangiare in modo scorretto e non sano, consumare alcolici, fumare e non praticare uno sport, costituiscono una serie di cattive abitudini pronte ad intaccare l’efficienza professionale del lavoratore. Una dieta ricca di cereali integrali, frutta e verdura, e praticare attività fisica, fa bene allo stato di salute generale del soggetto,  e giova tantissimo anche al suo rendimento sul luogo di lavoro, come affermato da ricercatori della Brigham Young University.

Dallo studio è emerso che i lavoratori poco inclini a seguire un regime alimentaresano,  hanno il 66 per cento di probabilità in più di essere meno efficienti in ufficio. Indubbiamente, oltre a una dieta insana e a una scarsa o inesistente attività fisica, ci sono diversi fattori che possono danneggiare la produttività di un dipendente. Basti pensare alla sfera economica e finanziaria.

Tuttavia, la ricerca in esame si sofferma soprattutto sull’alimentazione dei lavoratori. James Papa, responsabile scientifico della studio, individua con certezza il forte legame tra alimentazione,attività fisica, salute e livello produttivo, definendolo come principale causa del numero di lavoratori in sovrappeso. Infatti, la perdita di produttività dei dipendenti è strettamente legata  a un basso livello di benessere, che spesso risiede in una cattiva alimentazione o in malattie croniche.

Spostandoci in Spagna, possiamo analizzare un altro studio, incentrato sulla paura di perdere il proprio lavoro. Da esso scaturisce che tale timore, alquanto diffuso soprattutto in un periodo di crisi come questo,  rende meno efficienti. La probabilità, sempre più alta, di perdere il lavoro è un chiodo fisso per molte persone, in particolare per quelle che hanno spese fisse da sostenere e una famiglia da mantenere. Un recente studio realizzato da un’equipe di psicologi spagnoli ha evidenziato interessanti conseguenze determinate proprio dalla paura di essere licenziati. La paura produce effetti negativi sui soggetti interessati, causando stress sia a livello fisico che psicologico, nonché un calo della prestazione lavorativa e della concentrazione, sul luogo di lavoro ma anche fuori.

immagine tratta da lifestyle.tiscali.it

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