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14 settembre 2012

UniUd, mission to Micene: rinvenuta necropoli del XV secolo a.C.

Scava scava, e tu guarda cosa ti capita di riesumare!

Pochi giorni fa è toccato all’equipe di ricerca dell’università di Udine, impegnata in Grecia dal 2010, festeggiare una scoperta archeologica molto interessante, sia sul piano storico che su quello artistico.

La squadra, coordinata da Elisabetta Borgna, comprende studenti e dottorandi e fa riferimento al dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali, nonché alla scuola interateneo di specializzazione in archeologia. Ne fanno anche parte Giacomo Vinci, Francesca Ciroi, Maria Emanuela Alberti, Yannis Dimakis, Agata Licciardello, Gaspare De Angeli.

Ciò che il team di ricercatori avrebbe rinvenuto è nientemeno che un immenso cimitero antico: una necropoli del 1.400 a.C., appartenente con ogni probabilità alla tradizione micenea.

Gli scavi si sono concentrati nel Peloponneso nordoccidentale, e più precisamente ad Eghion, nella regione denominata Acala. È stato appunto nei pressi di Eghion, in una zona collinare conosciuta come Trapeza, che i resti nella necropoli sono stati riportati alla luce.

Nella fattispecie, gli archeologi hanno rinvenuto due tombe dette “a camera” (di alto rango, a giudicare da arredo e decorazioni) risalenti almeno al dodicesimo secolo a.C. Si tratta di sepolture che constano ognuna di un corridoio d’ingresso e di una camera funeraria realizzata all’interno della roccia. “Sapevamo dell’esistenza della necropoli micenea da una serie di corredi funerari frutto di precedenti scoperte casuali e da alcune segnalazioni presenti nella bibliografia archeologica”, ha spiegato la professoressa Borgna.

Ma in cima alla collina gli archeologi del team di UniUd hanno trovato un’altra sorpresa ad accoglierli: uno sfarzoso tempio di culto edificato intorno al VI secolo a.C., probabilmente di matrice achea.

Stando alle complesse ricostruzioni effettuate dai ricercatori (basate anche sulle sculture ed i manufatti rinvenuti), si può ipotizzare che le prime testimonianze di civiltà in quest’area geografica risalgano addirittura al 4.000 a.C., con “punte” assai significative a cavallo tra Submiceneo e Protogeometrico, quando le comunità costiere dell’Acaia intrattenevano già consistenti rapporti con le popolazioni dell’Italia adriatica.

Tra le scoperte più rilevanti all’interno della necropoli, un corredo di vasi di ceramica dalle suggestive e raffinate decorazioni. “Apparteneva a gruppi elitari che disponevano di un artigianato specializzato nella produzione di ceramica decorata in maniera molto elaborata – ha precisato Elisabetta Borgna – Un’elite protagonista di importanti scambi che legarono i centri tardomicenei alle comunità italiane che importarono e imitarono largamente la ceramica micenea fatta al tornio e dipinta, frutto di una tecnica artigianale ancora ignota in Italia”.

La terza “session” di scavi condotti dal team della professoressa Borgna rientra in un progetto coadiuvato dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, insieme all’Institute for Aegean Prehistory di Philadelphia ed al Ministero culturale greco. La missione, guidata dall’archeologo Andreas Vordos, vede inoltre la partecipazione di un’equipe proveniente dall’Istituto archeologico germanico di Atene.

 

fonte immagine: http://eneaportal.unile.it

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