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18 settembre 2012

Via il quaderno, arriva l’iPad

Già nel 2009 l’ Istituto Tecnico Industriale Liceo Scientifico Tecnologico “Ettore Majorana” di Brindisi decise di intraprendere un esperimento inedito in Italia, quello di far produrre ai proprio docenti il materiale di studio destinato agli alunni, scrivendo così contenuti più vicini ai ritmi di apprendimento dei bambini, che ai giorni nostri sono molto più vicini al mondo virtuale e digitale.

Quest’anno al progetto denominato “Book in progress” aderiranno più di 70 scuole italiane, stimando così un risparmio medio di 170 euro nella spesa dei manuali didattici. Con questo progetto infatti le famiglie degli “scolari digitali” spenderanno solo 25 euro l’anno, cifra molto inferiore se si pensa al caro-libri che incombe.

Pensando ai tanti tutorial presenti su Youtube, alle università che offrono corsi e-learning online e all’aumentare dei tanti siti internet dove molti utenti — tra questi anche molti professori — tengono lezioni via web, anche la scuola sembra voler riorganizzare i propri canoni di insegnamento, prendendo esempio appunto da internet. Il nuovo progetto prevede infatti l’adozione di “iBooks Author”, un applicazione che permetterà di creare e condividere libri multimediali accessibili online.

Da settembre gli alunni dell‘Istituto “Cobianchi” di Verbania potranno accedere a questi e a tanti altri contenuti tramite il loro iPad grazie al progetto “CobiPad”, monitorato dall’Università Bicocca di Milano. Sicuramente è un bene assecondare la parte “digitale”, ormai molto sviluppata, dei bambini e dei ragazzi di oggi, sperimentando metodi di apprendimento che, grazie alla computer-grafica e al touchscreen, renderanno decisamente molto più interessante, e perché no divertente, il processo di studio.

Resta soltanto da capire come il percorso verrà portato avanti e se gli insegnanti siano pronti e preparati a stravolgere i loro metodi tradizionali. Come spesso accade probabilmente l’equilibrio delle cose sta nel mezzo: l’evoluzione ci impone giustamente di volgere lo sguardo al futuro e alle nuove tecnologie, ma è bene che ogni bambino impari ad usare anche un banale vocabolario.

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