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11 ottobre 2012

Giovani ed evasione: Attilio Befera alla Cattolica

Tasse, evasione fiscale, redditometro.

Ormai, si parla di questi temi dappertutto, dai quotidiani ai programmi televisivi di approfondimento giornalistico della prima serata, ma anche della seconda, programmi che vanno in onda di mattina, perfino in quei contenitori pomeridiani in cui, tra un servizio sul nuovo flirt di Belen e un altro sull’ultima coppia dello spettacolo appena scoppiata, si prova a dire qualcosa su queste tematiche che spesso finiscono nel vortice di uno stucchevole populismo.

Nei giorni scorsi Attilio Befera, numero uno dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, è intervenuto in un convegno all’Università Cattolica di Milano.

Ovviamente sono stati tanti gli spunti interessanti che sono emersi dall’incontro.

Innanzitutto è stato chiarito un principio molto importante: non esiste l’evasione per necessità. Infatti, ha dichiarato Befera: Chiunque si sottrae agli obblighi fiscali vìola un principio costituzionale, e tale comportamento deve essere sempre sanzionato per evitare disparità di trattamento con i contribuenti onesti.

Quindi, non ci sono evasori veri ed evasori falsi, così come è molto difficile distinguere nella pratica tra chi evade in modo doloso e chi evade per necessità.

Però, ciò non significa che tutti devono essere sanzionati allo stesso modo. Certo, come afferma lo stesso Presidente di Equitalia, le sanzioni potrebbero essere rimodulate, ma già ora esistono norme che permettono il pagamento in misura ridotta (ravvedimento operoso, adesione, remissione in bonis).

Befera ha sottolineato che da quando la riscossione è stata affidata ad Equitalia, che è un ente pubblico, l’evasione sta lentamente calando; in passato, infatti, nessuno si preoccupava di andare a chiedere le somme ai debitori, perché il sistema dei concessionari era autoreferenziale.

Qualche battuta anche sul redditometro, lo strumento di accertamento che consente al fisco di misurare le spese dei contribuenti e verificare così se ci sono divergenze con quanto dichiarato.

Tante le polemiche che si sono abbattute su questo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per stanare gli evasori. La prima critica mossa è che il redditometro andrebbe a penetrare troppo nella privacy dei cittadini, andando ad analizzare le spese più varie, dall’auto alle spese veterinarie, fino alla palestra.

Ma, un giusto utilizzo del redditometro porterà certamente dei risultati positivi. E non pensiamo che l’evasione sia una cosa tanto lontana da noi studenti universitari; le borse di studio, l’assegnazione delle residenze universitarie sono tutte offerte dell’università agli studenti più meritevoli e che hanno un reddito familiare che non superi una certa soglia.

E non di rado capita di vedere ragazzi che usufruiscono di queste opportunità, che magari indossano scarpe da 250 £, vestiti firmati, giubbotto da 500 £ e iPhone ultimo modello. Insomma, un controllo sulle spese non è un’idea così malvagia, e speriamo che possa servire davvero a sorprendere persone che magari guidano bolidi costosissimi, ma che risultano nullatenenti al fisco, e negli ultimi tempi di casi del genere ce ne sono stati un bel po.

Chiusura di Befera sui giovani: Sono più sensibili verso il tema dell’evasione e devono essere i protagonisti del cambiamento culturale necessario. Ecco, di dichiarazioni del genere, specialmente nei prossimi mesi, man mano che ci si avvicina alle elezioni politiche, ne sentiremo tutti i giorni.

Noi giovani quindi dovremo combattere l’evasione, contribuire al rilancio dell’economia, pagare il debito pubblico (che non abbiamo creato noi) attraverso il fiscal compact, creare una nuova classe dirigente che sappia porre rimedio agli errori del passato.

Intanto, però, Attilio Befera che dirige sia l’Agenzia delle Entrate che Equitalia ha 66 anni, l’età media dei professori universitari ordinari è di 59 anni, così come quella della classe dirigente italiana. Non esageriamo quindi se diciamo che l’Italia è fondata sulla gerontocrazia.

Noi giovani siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. E voi a farvi da parte?

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