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16 ottobre 2012

Giuseppe, laureato in lettere moderne: un esempio per gli studenti

Laureato in Lettere - Giuseppe Cantone

Nel mondo universitario spesso incontriamo studenti laureati e specializzati che non riescono però ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Laureato in Lettere - Giuseppe Cantone

Laureato in Lettere – Giuseppe Cantone

Ormai gli studenti non provano nemmeno più a cercare lavori adatti alla loro preparazione, alla loro formazione.

Per questo abbiamo deciso di far conoscere un ragazzo che, invece, è riuscito nel suo scopo: Giuseppe Cantone.

Giuseppe, dopo la magistrale in lettere moderne, è riuscito ad inserirsi dove voleva, in una struttura scolastica.

Questo per dimostrare che “volere è potere” e soprattutto che non dobbiamo abbatterci ascoltando soltanto persone che non “ce l’hanno fatta”; perciò è utile guardare altrove per ispirarsi a un esempio concreto ma soprattutto positivo.

Siamo in fondo stanchi della solita storia trita e ritrita dello studente laureato, specializzato e infine disoccupato, quasi come se fosse un susseguirsi ovvio di eventi, è opportuno raccontare anche esempi positivi.

Certo non siamo di fronte ad un giovane inserito nel mondo del lavoro a tempo indeterminato fatto di certezze, Giuseppe ha messo i primi mattoni del suo probabile futuro, è riuscito ad inserirsi nel settore da lui desiderato: la scuola.

Giuseppe è laureato e specializzato in lettere moderne presso la Federico II di Napoli, e ha voluto raccontare a la sua esperienza per mostrare che non bisogna arrendersi, ma avere fiducia in se stessi e continuare ad inseguire i propri sogni.

Giuseppe Cantone e il caso del fallimento della laurea in lettere moderne

Cosa ti ha spinto a scegliere questo corso di studi in lettere?

“La passione. Sembrerà strano, ma è stata la passione per le materie umanistiche e il desiderio di poter un giorno insegnare. Mi è sempre piaciuto fare l’insegnante, ho coltivato questo sogno fin da piccolo e non l’ho mai abbandonato. Ho scelto questa strada conoscendo le difficoltà lavorative, anche se rispetto a quando ho iniziato, le difficoltà sono aumentate parecchio.”

“Un altro motivo per cui ho deciso di intraprendere tale percorso di studi è il latino. Prediligo questa materia e l’ho apprezzata fin dalle scuole medie. Al Liceo ho affinato la conoscenza dell’antica lingua, all’università mi ha affascinato altrettanto, difatti le mie tesi sono entrambe in lingua e letteratura latina.”

Ritieni che i tuoi sforzi per conseguire la laurea e poi la specialistica sono stati premiati?

“Si i miei sforzi sono stati premiati e sono stati davvero grandi sacrifici. Per mantenermi gli studi ho lavorato tanto. Ho lavorato in un ristorante, in un call center, ho anche dato ripetizioni private. E’ stata dura, ma alla fine ci sono riuscito. Pensa che quando lavoravo al ristorante avevo orari assurdi, tanto che mi riducevo a studiare di notte per recuperare tempo. Ne ha risentito, soprattutto, la qualità dello studio, ma alla fine ho dato il massimo. Se ripenso al tempo passato sorrido e dico: “ma chi te lo ha fatto fare?” Oggi guardo quello che ho e mi ritengo fortunato.”

Ora di cosa ti occupi? Raccontaci la tua esperienza

“Oggi insegno in una scuola paritaria. Un mondo nuovo, particolare. E’ bello stare con gli alunni, è bello poter trasmettere qualcosa, è bello poter condividere con loro, la tua esperienza di studio e di lavoro. Mi danno tanto, certo sono tremendi, ma mi trasmettono una carica enorme. Io sono solo una guida temporanea per loro e gli dico sempre: STUDIATE e non fatevi mai mettere i piedi in testa da nessuno, ragionate con la testa e vivete col cuore.”

Date le nuove leggi e il famoso concorso di cui si parla già da tempo, ritieni che i crediti accumulati durante il lavoro siano utili per il conseguimento della cattedra?

“I crediti accumulati durante il percorso di studi, servono non per il concorso ordinario, ma per accedere al TFA. Questa è una grossa fregatura, perché dopo i 3+2, bisogna aggiungere un altro anno di tirocinio (per accedere al quale bisogna aver superato delle prove selettive di sbarramento), finito il quale si è abilitati alla professione. Acquisita l’abilitazione poi si può partecipare al concorso per “ prendere il posto”. E’ assurdo? Sì è assurdo, un sistema subdolo e meschino che provoca soltanto una guerra fra poveri e svilisce maggiormente il lavoro degli insegnanti. Non si sa nemmeno cosa accadrà alle graduatorie se continueranno ad esistere o meno. Lo scopriremo strada facendo, ma per adesso la situazione non è delle migliori.”

Quindi mi stai dicendo che dopo i 3+2 e l’abilitazione, è come se fossimo abilitati per il concorso all’insegnamento?

“La situazione è alquanto surreale ma è proprio così dopo il TFA siamo abilitati a partecipare al concorso, ma per insegnare bisogna vincerlo.”

Come ti vedi fra 10 anni?

“Il futuro lo si costruisce nel presente. Oggi posso dire tranquillamente chi sono, domani spero di essere un buon insegnante, un buon padre di famiglia, un buon marito ed un buon figlio. Spero di essere un amico presente ed una persona socialmente attiva. Mi vedo vicino a chi ha delle difficoltà, perché credimi, nelle difficoltà è bello avere qualcuno vicino. Spero e ci credo. Poi fra 20 anni mi vedo cuoco in un mio ristorante. Ho la passione per la cucina e penso di trascorrere la mia vecchiaia dietro ai fornelli.”

Ritieni che attualmente per il lavoro che fai potresti ritenerti autosufficiente tanto da poter lasciare casa?

“Non voglio lasciare casa anche se potessi. Mamma lava stira e cucina. Parlando seriamente, non posso attualmente lasciare casa, il mio contratto è a termine, quindi non c’è stabilità e continuità lavorativa, sono un precario ed il mio stipendio attuale non mi permette una così grossa libertà economica. No, attualmente non posso lasciare casa.”

“In sintesi. Giuseppe è un uomo che spera, un uomo che non vuole abbattersi ma continuare a lottare, sperando un giorno di diventare un giusto padre di famiglia e un buon lavoratore. Per ora sta “costruendo” ed è decisamente un esempio da considerare per i tanti giovani che spesso, si sentono affranti da un destino che non hanno mai scelto, ma rispetto al quale occorre ribelalrsi e rialzarsi.”

Se anche tu vuoi raccontarci la tua storia, i problemi presenti nella tua Università, gli eventi, i servizi e i disservizi, contattaci: caporedattore@controcampus.it Saremmo lieti di dare voce alle tue esperienze.

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