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7 ottobre 2012

La Natura, fonte di guarigione

Un medicinale fino ad oggi impiegato solo per la cura di gravi infezioni fungine svela proprietà insospettate durante uno studio compiuto dal  U.S. Department of Agriculture e pubblicato su Agricolture Research Magazine questo mese.

Alcune essenze vegetali, come quelle estratte dal timo possono potenziare l’azione di semplici anti-fungini, che possono essere impiegati nel combattere anche altre patologie.

Uno studio passato, risalente al 2010 su Fungal Biology, ha dimostrato come ad esempio l’aggiunta di timolo a farmaci comunemente usati per combattere le infezioni da Aspergillus flavus e A. fumigatus consentivano di ridurre fortemente i tempi, nonché le dosi della terapia.

Lo studio più recente, a conferma di quelli già condotti in passato e che ha permesso di metterne in evidenza nuovi aspetti, è stato condotto dall’ ARS Western Regional Research Center in Albany, California.

A condurre lo studio è stato il ricercatore Bruce C. Campbell, che ha preso in considerazione alcuni gruppi chiave di muffe: Aspergillus, che possono gravemente danneggiare i polmoni o altri organi; lieviti Candida, che a volte causano patologie potenzialmente letali se entrano nel flusso sanguigno, e un lievito Cryptococcus che può portare alla meningite fungina, un pericoloso rigonfiamento del tessuto intorno al cervello e il midollo spinale.

Lo studio ha permesso di individuare in particolar modo due sostanze naturali in grado di potenziare l’effetto dei farmaci antifungini: acido cinnamico dalla corteccia degli alberi di cannella e acido salicilico, come quello che si trova nel salice.

Ogni agente naturale è stato accoppiato con ognuno dei seguenti farmaci antifungini-amfotericina B, fluconazolo, itraconazolo .

Nessuna delle sostanze testate ha interferito negativamente con l’effetto dei farmaci.

Normalmente i farmaci antifungini generano uno stress ossidativo, a cui i funghi riescono a rispondere in breve tempo producendo degli enzimi specializzati. I principi naturali testati sono in grado di bloccare la risposta difensiva dei funghi.

Questa linea di ricerca senza dubbio porterà ad altre importanti scoperte scientifiche utili per i progressi in campo farmacologico, soprattutto per pazienti immuno depressi.

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