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24 ottobre 2012

La Svezia apre la scuola anche ai figli degli irregolari

È  di poco fa la notizia, la Svezia dice sì all’inserimento dei figli degli immigrati irregolari.

Da Stoccolma il governo si pronuncia in modo favorevole per garantire l’istruzione pubblica anche ai bimbi senza documenti.

Da prossimo luglio le porte delle scuole svedesi si apriranno a tutti i bambini e i ragazzi che vivono in Svezia ma che non posseggono il permesso di soggiorno.

Il progetto di legge, appoggiato anche dai Verdi, ovvero l’opposizione, cancella anche l’obbligo da parte della scuola di avvisare la polizia qualora si presentasse un bambino senza documenti.

Il governo ha dichiarato, in un comunicato stampa: «I bambini che risiedono senza permesso di soggiorno hanno diritto all’educazione, dalla materna fino al liceo.»

Il ministro dell’istruzione svedese crede fortemente nel diritto allo studio, un diritto sacrosanto che non deve essere negato a nessun minore.

Questa normativa permetterà un inserimento sociale e non solo scolastico per i figli degli irregolari, e sicuramente donerà loro un minino di stabilità.

Normativa che per la nostra Italia è ancora lontana, solo nel 2009 l’allora governo Berlusconi aveva incluso nel “pacchetto sicurezza”, la possibilità per i comuni di vietare l’iscrizione dei bimbi clandestini anche alla scuola dell’infanzia, molti comuni si erano rifiutati, come Torino e Genova; altri avevano però aderito.

Se accettiamo il fatto che è dalla scuola che passa l’integrazione, la multicultura, l’arricchimento tramite il diverso, allora capiremo quanto sia importante rendere le nostre scuole accessibili a tutti, renderle spazi aperti e non chiusi.

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