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1 ottobre 2012

L’Italia fra trent’anni? Rispondono gli studenti della Sapienza

L’Italia è il Paese più bello del Mondo. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Quante volte l’abbiamo detto e pensato noi stessi? Quello in cui viviamo è veramente un posto meraviglioso, da tantissimi punti di vista, un luogo unico al Mondo e che ci invidiano in molti. Detto così sembra un idillio, quasi il quadretto di un presepe, ma non tutto va come dovrebbe. Infatti, l’orgoglio di avere tanta beltà non si sente più, è riposto in un cassetto, chiuso a chiave, dove non è più possibile vederlo perché ad attirare l’attenzione ci pensano i tanti scheletri di un armadio senza pareti che angosciano gli italiani del nuovo millennio.

Oggi l’italiano non è più il fortunato cittadino che vive in un Paese da sogno, dove tutto è bello e tutto è buono, quasi fosse una favola; oggi è un’anima errante in un mondo ostile che non sa più cosa dire e cosa fare, perché pare che qualunque cosa faccia o dica ci sarà sempre chi è lì pronto a smontare quanto detto e quanto fatto. L’Italia è, oggi, un Paese che sembra non avere un futuro e con un popolo che si sente preso in giro e viene guidato sull’orlo di un burrone; ma cosa ne pensano coloro che questo angusto futuro lo dovranno vivere da protagonisti? Cosa ne pensano i ragazzi italiani che cercano di ritagliarsi uno spazio in mezzo a questo marasma di crisi e lacrime?

A questa domanda sta cercando di rispondere l’iniziativa dal nome “Pensa 2040 – il futuro siamo noi ”, ad opera dell’OnlusCO2 Crisis Opportunity ”, la quale si propone come un progetto itinerante che, spostandosi di città in città, intervisterà un totale di 10000 ragazzi, in 75 università, su come vedono il loro futuro in questo bello ma tremendamente disastrato Paese. Il progetto in questione arriverà anche a Roma presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza dove, Mercoledì 3 Ottobre alle ore 10.00, nell’aula Wolf, si terrà un dibattito su tale tema e dove gli intervistati saranno proprio gli studenti del Dipartimento.

Sarà interessante vedere a conclusione del progetto cosa i giovani italiani pensano del loro Paese e del futuro che il governo italiano ha in serbo per loro come, d’altronde, per tutti noi, sperando che un futuro ci sia davvero e che dietro nubi così scure ci sia un sole grande e luminoso a scaldare i nostri animi ormai irrigiditi dal gelo della crisi

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