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18 ottobre 2012

L’Università di Sassari saluta il professor Giuseppe Dettori

L’Università di Sassari saluta il professor Giuseppe Dettori, Ordinario di Chirurgia generale e direttore dell’Unità operativa di Clinica chirurgica, che andrà in pensione dopo oltre 40 anni di carriera. Sabato 20 ottobre alle 9.00, nell’aula magna dell’Università, si terranno le “Letture di chirurgia epatobiliopancreatica”, un evento organizzato in onore di professor Dettori su iniziativa dei suoi allievi, in particolare di professor Alberto Porcu, direttore della Struttura complessa di Chirurgia generale e grande Obesità nell’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, e di dottor Pietro Niolu, primario della Divisione di Chirurgia generale all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Dopo i saluti del rettore Attilio Mastino e di Alberto Porcu, interverranno i maggiori esperti europei di chirurgia epatobiliopancreatica: il professor Henri Bismuth, ex direttore dell’Istituto Paul Brousse di Parigi, terrà una lettura intitolata “Liver surgery: from the past to the future”; professor Daniel Azoulay, direttore della Sezione epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Ospedale Henry Mondor di Parigi, affronterà il tema “Chirurgia delle metastasi epatiche da tumore colo-rettale”; Il professor Franco Mosca, direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, parlerà di “Sviluppo e applicazione di ausili per i chirurghi di domani: l’esperienza pisana”; la professoressa Paola Andreani, che lavora al King’s College di Londra, tratterà il tema “Aspetti tecnici del trapianto di fegato” e racconterà l’esperienza dell’Istituto britannico, che da anni è il primo in Europa per numero di trapianti epatici. Concluderà proprio il professor Giuseppe Dettori con una relazione sull’ “Evoluzione nella terapia chirurgica” dell’idatidosi epatica”.

Moderano la giornata tre personaggi illustri dell’Accademia italiana: il professor Paolo Biglioli, ex direttore della Sezione di Cardiochirurgia dell’Università di Milano, conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sul trattamento degli aneurismi dell’aorta toracica e toraco-addominale; il professor Gianfranco Azzena, ex direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Università di Ferrara; il professor Giuseppe Noya, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Perugia.In chiusura, i numerosi allievi di Giuseppe Dettori esprimeranno un saluto riconoscente nei confronti del professore.

Breve curriculum vitae. Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Sassari nel 1967, Giuseppe Dettori ha dedicato la propria vita professionale all’insegnamento e alla ricerca, senza mai trascurare l’attività di assistenza ospedaliera. E’ entrato nella prestigiosa scuola chirurgica del professor Edmondo Malan, della quale è successivamente divenuto il referente per la Sardegna. In qualità di aiuto dei professori Paolo Biglioli e Giorgio Tiberio, Dettori ha progressivamente affinato la sua spiccata abilità in tema di chirurgia vascolare e dell’aorta toracica. Ben presto, è diventato un punto di riferimento per l’esecuzione dei più impegnativi e complessi interventi su pazienti arteriopatici provenienti da tutta l’Isola. Ha eseguito oltre 33mila interventi chirurgici, ha praticato e insegnato Chirurgia generale, vascolare e d’urgenza, pediatrica e toracica, oltre alla Chirurgia esofagea, pancreatica ed epatobiliare.

Dal 1985/86 è professore Straordinario (poi Ordinario) di Clinica chirurgica generale all’Università di Sassari, e dal successivo anno accademico è stato chiamato a dirigere la Clinica chirurgica universitaria, ruolo che ha ricoperto fino a oggi. E’ autore di oltre 500 pubblicazioni, edite sulle principali riviste nazionali e internazionali e sui trattati di chirurgia generale e vascolare, adottati come manuali di studio dalla maggior parte delle università italiane.

Il rettore Attilio Mastino, a nome di tutta l’Università di Sassari, intende ringraziare il professor Dettori per l’impegno profuso in tanti anni di professione medica, anche con la consegna di una targa che testimonia il debito di riconoscenza dell’Ateneo, della città e della Sardegna.

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